Ancora suoni e parole dal mondo, a cura di uno
che se ne intende. L'ex cantante dei Mano Negra,
nel suo continuo peregrinare tra Sudamerica, Europa
e Nordafrica, ci indica una di quelle stazioni
dove vale la pena scendere, sempre. Divenuto ormai
quasi un leader politico in molte realtà
Centro e Sud Americane, rischiando svariate volte
l'arresto per i suoi concerti improvvisati fra
la folla, Manu ci ripropone la sua miscela fatta
di reggae/ska filtrata da una leggerezza e da
una non troppo latente malinconia prettamente
latina. Il risultato non si discosta molto dal
precedente e fortunatissimo "Clandestino",
presentando un sound unitario e fresco, dove le
tracce sono continuamente legate tra loro da un
bridge sonoro, dando spesso l'impressione (errata)
di scaturire da una stessa, unica idea. Certo,
"Esperanza" potrebbe essere tacciato di ricalcare
vecchi schemi, ma io credo che il percorso artistico
di Manu debba essere messo sullo stesso piano
del suo impegno sociale, della sua vita spesa
veramente "on the road" che ha formato e forma
quotidianamente la sensibilità di questo
piccolo Che Guevara della musica. Manu Chao è
questo, prendere o lasciare. Per quanto ci riguarda,
optiamo per il primo verbo. Così ci lasciamo
trasportare dal tormentone del primo singolo "Me
gustas tu" (Manu prova ad elencarci tutto ciò
che gli piace, la canzone è una delle più
lunghe del disco…) e dal sequel di "Bongo bong",
la dichiarazione d'amore verso Bob Marley, "Mr
Bobby" appunto. Proprio "Bongo bong" ci viene
servita con un altro titolo, "Homens", diventando
una sorta di rap portoghese/portunol. Decisamente
irresistibili sono "Promiscuity" (uno ska che
è una vera comica, velocissimo e scombinato),
"Papito" (una stramba filastrocca sottolineata
da fiati di una banda sicuramente ubriaca o "in
viaggio") e "La vacaloca" (il titolo parla già
da solo).
Coadiuvato da una nuova band chiamata Radio Bemba,
una specie di ensemble aperto dove i musicisti
vanno e vengono, Manu Chao ci fa ballare e divertire
con la sua innata leggerezza e ci fa pensare attraverso
le sue piccole grandi denunce. Soprattutto ci
fa riflettere la sua personalità, il suo
modo di interagire con "l'altro", la capacità
di trascinare con coscienza. Un grande artista,
una bellissima persona.
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Chao dal vivo a Milano (Piazza Duomo)