“Protected: Massive Samples” contiene quei brani dai quali lo storico gruppo di Bristol ha attinto negli anni, traendo spunti e scegliendo i campioni che hanno reso inconfondibile ed innovativo il suono dei Massive Attack. I “Massive Samples”, in effetti, hanno molto da raccontarci sul gruppo simbolo di uno dei filoni più importanti degli anni Novanta. Soprattutto, di fronte a tracce capaci nelle loro versioni originali di sprigionare tanta bellezza, non si può far altro che comprendere fino in fondo la grandezza dell’opera di Robert Del Naja, Daddy G e compagni; opera che, prima di tutto, poggiava le proprie basi su una solida cultura musicale. Una cultura che, fin dal seminale sound system Wild Bunch, del quale possiamo trovare un’ottima testimonianza sonora nel cd mix “The Wild Bunch: Story Of A sound System” (Strut, 2002), si nutriva di una varietà di generi e tendenze; dal soul al funk, dal reggae al dub, dal rock all’elettronica, dall’hip hop alla dance.
In una tracklist ricca di nomi imprescindibili e pezzi illuminanti, ma che non abbiamo certo sotto mano ogni giorno (“Mellow Mellow” di Lowrell Simon ne è un buonissimo esempio), Il suono, traccia dopo traccia, varia e progredisce. Accarezza tutte le sfumature del poliedrico mood del collettivo di Bristol, passando dalle sensuali liriche di William DeVaughn (“Be Thankfull For What You’ve Got”) e Al Green (“I’m Glad You’re Mine”), alla meraviglia strumentale di Isaac Hayes (“Ike’s Mood”); dall’inconfondibile tocco giamaicano di John Holt (“Man Next Door”) al contagioso funk di Rufus & Chaka Khan (“Any Love”), passando per James Brown (“Never can Say Goodbye”), fino alle evoluzioni jazz-fusion di Billy Cobham (“Stratus”).
Spunti, ricordi, frammenti, samples per ricostruire con procedimento inverso la discografia di una delle formazioni più significative degli ultimi venti anni e, insieme, lo scambio che, grazie alle influenze provenienti dall’America, ha dato vita negli anni Novanta ad un suono nato sull’eredità dei due decenni precedenti.
Per i meno attenti l’occasione per scoprire i “segreti” che hanno contributo a rendere i Massive Attack quello che sono stati e che sono ancora. Per tutti gli altri una compilation da consumare, ascoltare e riascoltare. Una selezione semplicemente senza tempo che si muove su coordinate soul, reggae, dub e funk, buona per il giorno, la sera, la notte e la mattina.
In attesa del (presunto imminente) prossimo album dei Massive Attack, direi che non è poco.
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Massive Attack - la Kalporzgrafia