Gli inglesi sono dei megalomani pieni di sè.
Si sapeva. Che adesso però ci vogliano
propinare a tutti i costi musica del genere come
solo e unico sottofondo a un viaggio in treno
è troppo. Come se li avessero solo loro, i cazzutissimi
convogli che viaggiano sui binari. Ora arrivano
questi e sono già un gruppo di culto. Supportati
da un passaparola via internet, un paio di singoli
presto esauriti ed esibizioni dal vivo che ricalcano
le orme dei ben più coerenti British Sea
Power, la formazione di Leeds arriva all’esordio
in long playing. E che risultati! Una voce che
sa di Editors in maniera inequivocabile, musica
che “spazia” da un post rock lento e opprimente
al recente revival di wave. Quello che sarebbe
stato il primo disco degli Interpol se tutti i
pezzi fossero stati sullo stile di “Untitled 1”.
Pronti, si parte. Ed è subito noia.
Diciamolo: questo disco piacerà a chi
continua a farsi ingannare da gruppi che hanno
ascoltato e abusato di Joy Division, Chameleons
e compagnia bella. Può cambiare la forma,
difficilmente la sostanza. Editori e compagnia
bella insegnano. Poco importa che questi adoratori
di treni vadano sul palco in uniforme da vecchi
ferrovieri (da qui la precedente menzione Sea
Power): dove sta la corrispondenza con la musica?
Se dovessi credere agli iLiKETRAiNS, ogni mio
viaggio in treno sarebbe lo strazio più totale.
Il canto è un eterno lamento, tanto per
provare a parlare di musica. Altri diranno invece
che è toccante e profondo da groppo in
gola. Scegliete voi da che parte stare. Io, la
prossima volta che salirò su una carrozza,
mi accerterò di non aver dietro questi
nuovi paladini del nulla. A questo punto, meglio
spararsi un Travelgum.
collegamenti su MusiKàl!
British Sea Power - The
Decline Of British Sea Power
British Sea Power - Open
Season
Editors - The Back
Room
Interpol - Antics
Interpol - Turn
On The Bright Lights
Joy Division - Unknown
Pleasures