Una melodia rubata a Bach, un meraviglioso Hammond
suonato da Matthew Fisher, il testo onirico ed
ermetico di Keith Reid, la voce potentissima e
languida, come un Percy Sledge in preda ad un
attacco di raucedine, di Gary Brooker; la somma
di questi fattori produce uno degli hits più
grandi della storia, "A whiter shade of pale",
pezzo epocale uscito nella fatale Summer of Love
del 1967. Pare che perfino gli indigeni del Borneo
ne abbiano fatto una versione per sole percussioni
In verità, questo immenso 45 giri non
era presente nell'LP originario, il quale fu edito
l'anno successivo senza avere, per inciso, molta
fortuna commerciale. Prima di uscire con il loro
33 di debutto, i PH avevano lanciato un altro
devastante hit, "Homburg". La direzione
musicale seguiva naturalmente l'impronta del miliardario
predecessore, con l'organo in evidenza ed una
maggiore staticità dovuta ad un certo compiacimento.
Ce ne fossero comunque di canzoni come "Homburg",
bellissima ed emozionante, resa celebre in Italia
dai teneri Camaleonti col titolo "L'ora dell'amore".
In questo Cd riedito e rimasterizzato dalla Westside
possiamo trovare i due celebri pezzi ed altre
bonus tracks, oltre ovviamente al nucleo centrale
del primo album, certo non all'altezza dei due
titoli citati, ma assai importante nel confermare
i Procol Harum fra i capostipiti di un certo pop
di gusto barocco e già vagamente progressive,
genere che di lì a poco strariperà
in diversi rivoli con i vari Nice, Yes,
King Crimson,
Caravan, etc. Il trio iniziale - Conquistador",
"She wandered through the garden fence"
e "Something following me" è
assai godibile e qua e là spuntano inaspettati
divertissement come "Mabel" e "Good
Captain Clack", angoli di divertimento in
un impianto sonoro piuttosto serioso. Ritornando
alle bonus, da segnalare anche le ultime tre tracce,
presenti in differenti versioni nel successivo
"Shine on brightly", ed un blues al
fulmicotone, "Lime Street blues". Originariamente
presentata come lato B di "A whiter shade
of pale", essa è un'ottima testimonianza
delle radici R&B/soul di Brooker come leader
della cover band dei Paramounts.
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