Abbiamo perso ogni punto di riferimento. Siamo
una generazione che non sa da che parte girarsi.
La politica non significa più niente, il
cinema non ha più il ruolo di un tempo
e il rock'n'roll sembra aver smarrito sé
stesso in favore di una ben più accomodante
caricatura. E non parliamo dei rapporti interpersonali.
Com'eravamo belli, una volta. Quando eravamo ingenui
e ci appassionavamo a qualunque cosa. Quando la
malizia era una negatività propria di quegli
adulti che non capivamo. Non capivamo perché
non si volessero bene e non facevano altro che
cose cattive ed orribili. Mentre noi prendevamo
ogni giornata col beneficio della scoperta. Già.
Una volta era più bello. E non si stava
peggio, per niente. Tutto era più semplice.
Ora invece, ogni volta che andiamo al cinema ci
sembra di aver già visto tutto e ogni volta
che ascoltiamo un disco sembra sempre qualcosa
che ci era piaciuto di più qualche anno
prima. Ma non è snobismo. O meglio, non
solo. E' più una sorta di indolente apatia.
Un vegetare senza senso che ci fa apparire la
realtà molto meno interessante di quanto
in effetti può essere. Ci siamo costruiti
una corazza di pregiudizi che non viene scalfita
da niente e da nessuno. Passano gli anni ma la
spocchia del giovane che sa tutto resta immutata.
Una volta erano i post-sessantottini, i post-tangentopoli,
i post-Berlinguer. Ora cosa siamo? I post-Berlusconi?
I post-11 Settembre? Non siamo un bel niente e
la bussola gira a vuoto. E a volte si sente il
bisogno di un punto fermo o di un conforto. E
può essere un gesto da poco. Una voce amica.
O una canzone giusta al momento giusto. E questa
canzone è "There's Been an Accident".
Una cosa che ti fa dimenticare tutto il resto
e ti immerge totalmente in sé stessa, riempiendoti
di quel calore umano che andavi cercando nei freddi
e ameni corridoi dell'università. Una canzone
capace di scavalcare il tuo senso critico del
cazzo e non considerare nella sua interezza un
disco che, ehi!, è inferiore a "Blackberry
Belle". Ma che importa? Cosa c'entra?
Stiamo ancora qui ad accapigliarci sulla musica
quando sarebbe molto più appagante correre
incontro alla persona che amiamo e dirle tutto
quello che proviamo. Quanto siamo ridicoli, a
guardarci da fuori. Al minuto 3:49 della canzone
vorresti morire per poi resuscitare su quella
scala per le stelle costruita da quelle tonsille
sparate fuori dalla bocca a velocità supersonica
da un Greg Dulli mai così vicino e sensibile
e toccante. Il resto è contorno. Il disco
che ci si aspetta da una band di fuoriclasse che
sa fare Rock come forse nessun altro. Ma è
molto più importante osservare il fiume
umano della città mentre "Forty Dollars"
recita: "love is all you need, and all you
need is love [...] She loves you, yeah yeah yeah".
Quanto è vero. E quanto siamo stupidi a
non vedere mai le cose veramente importanti.
1.
Toward the Waves
2. I'm Ready
3. There's Been an Accident
4. Bonnie Brae
5. Forty Dollars
6. Candy Cane Crawl
7. Underneath the Waves
8. My Time (Has Come)
9. Dead to Rights
10. The Conversation
11. Powder Burns
12. I Wish I Was