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THE CURE
Pornography (Fiction Records, 1982)
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di Raffaele Meale scrivi un'email

Usciti indenni, in fin dei conti, dalla crisi depressiva seguita alla pubblicazione di "Faith", i Cure si ripresentano ai ranghi di partenza decisi a dimostrare la loro maturità compositiva ed espressiva.

L'attacco di "One Hundred Years", con la batteria e la chitarra distorta in primo piano è emozionante, a dimostrazione che il momento magico del gruppo continua, il testo dimostra come la vena espressiva di Smith sia sempre la stessa ("It doesn't matter if we all die"), anche se qui condita da una maggiore carica, da un'irruenza combattiva. Alla desolazione languida e all'accettazione della sconfitta eterna di "Faith" segue una rabbia incontrollata, un'esplosione musicale. Forza che traspare anche nella seguente "A short term effect", con ancora le chitarre e la batteria in bella evidenza.

Creature si baciano sotto la pioggia in "The Hanging Garden", secondo la miglior tradizione dark: Smith non si smentisce, sussurra le sue descrizione d'amore, vita e morte con un ineguagliabile (ed ineguagliato) gusto da romantico decadente ("Fall out of the sky, cover my face as the animals cry") e le rende elegie musicali. Subito dopo arriva il primo capolavoro dell'album, "Siamese twins", ipnotica, quasi epica nella sua melodia quasi solo suggerita, ritmata dalla batteria con incredibile pathos. "I chose an eternity of this like falling angels" recitano le prime battute, contornate dal basso che regolare aggira le parole e riempie i vuoti.Scarno, duro, freddo, un universo in cui a volte è preferibile cadere e non rialzarsi, desiderare il sogno, sfuggire, lasciarsi morire e non opporre resistenza. Una maggiore energia la sprigiona "The Figurehead", che nulla aggiunge allo stile dell'album, impresa che riesce invece perfettamente al secondo capolavoro presente. "A Strange Day" presenta un intro lungo, calmo, prima di approdare alla solita batteria, con la distorsione che si aggira intorno. Perfetto brano dark, paradigma di ciò che i Cure vogliono dire, dei teoremi che si sono promessi di esporre. Un mondo strano, figlio di suggestioni oniriche e di ombre notturne, che si allungano e mostrano l'oscuro ad occhi dolci e spauriti.

"The cold" e "Pornography" chiudono perfettamente un album compatto, deciso, senza compromessi, freddo e al contempo emozionante, profondo ed angosciante. Un terreno su cui i Cure hanno dimostrato di sapersi muovere con fin troppa perizia.


Recensioni collegate
The Cure - la Kalporzgrafia



10 dicembre 2001


Track list:

1. One Hundred Years
2. A Short Term Effect
3. The Hanging Garden
4. Siamese Twins
5. The Figurehead
6. A Strange Day
7. Cold
8. Pornography




I commenti
 
Maximo '71
20 agosto 2002
il massimo dell'alienazione. Un vero darkapolavoro. L'unico, il migliore di tutti i tempi. Unica colonna sonora del lato oscuro della vita mia!


Steve Hackett
31 luglio 2002
Un disco unico, emozionale quanto pochi altri dischi. Se la musica
è emozione , questo disco ne è la prova inconfutabile.Un'atmosfera di
remissione , decadentissmo allo stato puro, mista a suoni qudrati , senza
una sola nota faziosa.Sconsigliato a chi ascolta la musica soltanto dal lato
puramente tecnico.
Il capolavoro assoluto dei cure.


massimo
21 maggio 2002
perfetto nel suo essere fine di un ciclo ed inizio di un altro.
araba fenice. crisalide da cui non si può che uscire. l'alternativa è il
dissolvimento, rifuggito, per aderire alle parole di ian 'existence well
what does it matter? I exist on the best terms I can The past is now part of
my future The present is well out of hand'. Consapevolezza dell'insansatezza
dell'essere e decidere di esserCi.


robert72
16 aprile 2002
monolitico...ipnotico...duro...cattivo...un muro
sonoro...inquietante...assordante...tutto quello che si puo' chiedere ad un
perfetto album dark. Un vero capolavoro che ha ispirato tuttla la musica
"oscura" dagli annni '80 ai giorni nostri


Geppo
3 aprile 2002
il più bel disco dark di tutti i tempi! il miglior disco dei cure.
Meglio di 17 seconds. Meglio di tutto il resto. assolutamente ineguagliabile
per profondità e splendore oscuro!


NaiF 12 marzo 2002
Questo è l'album più dark in assoluto ....è vero fa venire i brividi.Lo ascoltavo sempre al buoio o a lume di candela.Mia madre voleva portarmi da uno psichiatra..ma non c'era bisogno!!


Paranoia 28 gennaio 2002
Forse l'album più "difficile da digerire dei Cure; infatti sia i testi che le sonorità si fanno più esplicitamente dark, fino ad apparire veri e propri elogi a morte e oscurità. Siamese Twins mette i brividi con il suo ritmo claustrofobico e il suo cantato cantilenante (scusate l'orrendo accostamento dei termini).

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