Ogni concerto romano dei Porcupine Tree è
un'occasione speciale perchè è qui
che la band di Steven Wilson ha raccolto il vero
successo in tempi non sospetti, registrando lo
splendido live "Coma Divine" nel 1997.
Le cose da allora sono cambiate, è arrivato
un contratto prestigioso con la Lava, sottoetichetta
della Atlantic e al tempo stesso il batterista
Chris Maitland ha deciso di lasciare, sostituito
da Gavin Harrison, drummer di fiducia di Claudio
Baglioni(!).
Il tour italiano di supporto ad "In Absentia"
mostra una nuova fase dei Porcupine Tree. Dalla
scaletta vengono eliminati i classici dei primi
anni e si fa spazio alle scariche elettriche di
"Blackest Eyes" e "Strip The Soul"
(tratte dall'ultimo cd) alternate alle cavalcate
psichedeliche di "Hatesong" e "Russia
on Ice".
La chitarra e la voce di Wilson sono ora affiancate
da un quinto elemento, John Wesley, mentre Richard
Barbieri si muove dietro i suoi synth con fare
discreto. Purtroppo l'acustica del Palacisalfa
non è delle migliori e non permette di
gustare sino in fondo lo show che ha il suo culmine
con due splendidi estratti da "Signify",
"Waiting" e l'incredibile "Dark
Matter".
E' il momento in cui mi viene un po' di nostalgia
pensando a "Radioactive Toy" e a tutti
quei momenti simil-pinkfloydiani che ora sembrano
lentamente sparire dalle spire del Porcospino
avviato sul metal. Ma sarà davvero così?
collegamenti su MusiKàl!:
Porcupine Tree -
Lightbulb Sun