Nasce a Londra nel 1965 la storia dei Pink
Floyd, forse il gruppo che meglio di chiunque
altro ha saputo incarnare l'anima utopista e il
volo pindarico degli anni '60, e il riflusso angoscioso
e cupo degli anni '70. Nasce a Londra per mano
di un folle genio: Syd Barrett. "The Piper
at the Gates of Dawn" è quasi per
intero opera sua, visto che la maggior parte dei
brani portano la sua firma. E si nota. Chi è
abituato ad identificare i Pink Floyd con "Wish
You Were Here" rimarrà sorpreso dalle
sonorità di quest'album d'esordio, che
sono bislacche, assurde, quasi favolistiche nella
loro dimensione candidamente onirica.
L'attacco di "Astronomy Domine" è
l'inequivocabile firma di una mente distorta dai
flussi dell'acido lisergico. Nelle canzoni si
sommano pause, riprese, accelerazioni, sonorità
sconosciute, lampi orientaleggianti, visioni,
il tutto concentrato in una media di quattro minuti.
Con un'eccezione, la follia psichedelica di "Interstellar
Overdrive", acida suite che sfiora i dieci
minuti di lunghezza e che vola via, senza preoccuparsi
di metrica musicale, di ordine logico. Un salto
nello spazio in assenza di gravità, libero
da preconcetti e dalla zavorra dello spazio e
del tempo, un "trip" unico nel suo genere.
Nelle canzoni si parla di Giove, si cita il "Sogno
di una notte di mezza estate" di Shakespeare,
si narrano le gesta di "Lucifer Sam"
e dello gnomo Grimble Gromble e si parla di uno
spaventapasseri, mentre l'album si chiude sulla
divertentissima "Bike", che da sola
può rendere chiara la grandezza della figura
di Syd Barrett: un folletto musicale dotato di
una mente capace di aprire sipari su mondi insospettabili
e sconosciuti, e di farli entrare in collisione
con un gusto musicale raffinatissimo e originale,
sorta di mistura esplosiva fra psichedelia, pop
e ballate medioevali.
Purtroppo la stagione lisergica durerà
poco e sarà proprio Barrett a perdere.
Il testimone passerà in mano a Roger Waters,
qui ancora in secondo piano (anche se firma la
geniale "Take Up Thy Stethoscope & Walk"),
che condurrà il gruppo sulla strada di
"Ummagumma", "Dark Side of the
Moon" e "The Wall". Ma dietro lo
scheletro del gruppo - cui si aggiungerà
David Gilmour - rimarrà sempre intatta
l'anima del pifferaio alle porte dell'alba, del
diamante pazzo pronto a brillare, l'anima di Syd
Barrett e di una stagione indimenticabile e splendida
della musica (nello stesso anno uscirono "Sgt.
Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei
Beatles,
"Velvet Underground and
Nico" dei Velvet Underground, l'esordio
dei Doors e "Are
You Experienced?" di Jimi
Hendrix).
Recensioni Collegate:
Pink Floyd - la Kalporzgrafia
Syd Barrett - Barrett
Beatles - la Kalporzgrafia
The Doors - The
Doors
Jimi Hendrix - la Kalporzgrafia
Velvet Underground - Velvet
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Roger Waters - In
The Flesh