Per essere chiari fin subito "Pig Lib" non è
all'altezza di uno qualunque dei dischi pubblicati
dai Pavement. Resta in ogni caso un buon lavoro,
più spigoloso ed elaborato rispetto all'esordio
solista di Malkmus, anche se si avverte chiara
la sensazione che qualcosa si sia perso per sempre
con lo scioglimento del gruppo di Stockton.
Premesso tutto questo, "Pig Lib" è abbastanza
avventuroso e sghembo da renderci felici. Conserva
stranamente il momento migliore per il finale,
"Us", che ha l'atmosfera costruita da chitarre
morbide e sognanti vicina ai brani dei primi Yo
La Tengo. Sparge qua e là i consueti momenti pop
pressoché irresistibili, che in questo caso sono
la dolcissima "Vanessa from Queens", un gioiello
di canzone come "Craw Song", "Animal Midnight"
e "Ramp of Death", tutte impreziosite dal suono
caldo di un organo anni sessanta.
Né mancano i brani più ruvidi, pieni zeppi di
scatti improvvisi. Sono momenti carichi di ironia,
come "(Do Not Feed The) Oyster" e la sua melodia
stravagante, o di scoppi nervosi, come "Sheets",
in cui le chitarre graffiano come agli esordi.
Le sorprese vengono dalla voglia dilatare certi
suoni e di allontanarsi dalle coordinate care
a Malkmus.
L'attacco di "Water and a Seat" ha bisogno di
più di un minuto per condurci alla vera e propria
canzone e un po' annoia, ma in altre occasioni
la scelta sembra indovinata. "Witch Mountain Bridge"
è una ballata nervosa costruita su fascinosi arpeggi
di chitarra, il bellissimo finale "Us" sembra
tracciare la strada da seguire nel futuro. E poi
"1% of One", che prosegue sulle stesse atmosfere
e arriva a più di nuove minuti, tra chitarre acide
che si inseguono.
Resta un solo vero momento da dimenticare, "Dark
Wave", e la conferma amara che i Jicks non sono
i Pavement e non riescono a ricreare la stessa
magia. Ma "Pig Lib" resta un disco onesto e riuscito,
Stephen Malkmus uno su cui contare.
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AA. VV. - Everything
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