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PAOLO BENVEGNU'
Piccoli fragilissimi film (Santeria/ Stoutmusic/ Audioglobe, 2004)
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recensione di Daniele Paletta scrivi un'email


Dostoevskij scrive “L’idiota” parlando di una persona che ha sensibilità diverse, superiori. Un ipersensibile, come chi sa godere di gioie minime, come chi cerca l’imperfezione che rende vivi, e reali. Questo è Paolo Benvegnù, un’artista di sensibilità superiore: c’erano stati gli Scisma a dimostrarlo, e ora queste nuove canzoni lo testimoniano una volta di più, e con ancora più forza.

Le storie che “Piccoli fragilissimi film” racconta sono quelle di un uomo che esce dal proprio inferno privato: storie sofferte, eppure raccontate con una sincerità disarmante. È proprio qui la novità principale del disco: se gli Scisma alzavano muri di chitarre a schermare le parole di un uomo che aveva paura di scoprirsi fragile, qui tutto si distende, i suoni si fanno tenui, e il pianoforte si incarica di sorreggere confessioni intensissime, nude. La ricerca sulla parola si è fatta ancora più profonda, ma tutto tende a una semplicità che gli Scisma non sono mai riusciti ad avere: alla musica non resta che scivolare sotto liriche davvero splendide, fondendosi con esse senza disturbarle.

Il pianoforte accompagna, sottile e dolce, l’ammissione della propria debolezza (“Il mare verticale”, con il suo splendido crescendo finale dove appaiono piccole schegge di fiati), l’amore (“Io e te”, sospesa tra silenzi e preghiere, fino all’eterea coda chitarristica), pensieri su un’umanità sconsolante (“Il sentimento delle cose”). Fatta eccezione per pochi momenti, Paolo non sembra nemmeno ricordare i propri trascorsi indie, ma si riallaccia ad una tradizione cantautorale tutta italiana, ricerca la melodia e non la soffoca, ma la libera: ascoltate il finale del disco (la soave “È solo un sogno”, l’incedere lento e punteggiato dal clarinetto in “Quando passa lei”, lo sguardo assente e triste sulla fine di un amore in “Catherine”) per capire la maturazione di Paolo Benvegnù, come cantante – un miglioramento davvero notevole – e come autore. In mezzo a questi suoni pacati, la drammatica “Brucio”, con i suoi archi spettrali che mi hanno ricordato addirittura un vecchio brano di Tricky (“Tattoo”, da “Nearly God”), e lo sfogo bruciante di “Suggestionabili”stanno a testimoniare di un animo ancora inquieto, teso, vivo.

“Piccoli fragilissimi film” è ben lontano da una perfezione che forse non cerca neppure, alcuni passaggi suonano un po’ troppo artificiosi (“Fiamme”) o poco riusciti (“Only for you”), e il clima generale dell’album non è certo dei più distesi; difetti di poco conto, però, almeno agli occhi di chi scrive: al di là della gioia di aver ritrovato un artista importante, queste canzoni sanno essere profonde, commoventi, poetiche come poche altre. Sanno colpire le anime. Canzoni idiote. Ipersensibili.



collegamenti su MusiKàl!
Paolo Benvegnù - Suggestionabili (CDS)
Paolo Benvegnù - Intervista (6-5-2003)
Scisma - "The Last Waltz" Concerto al Flog (FI)



23 febbraio 2004


Track list:

1. Il mare verticale
2. Cerchi nell’acqua
3. Io e te
4. Il sentimento delle cose
5. Fiamme
6. Suggestionabili
7. Brucio
8. È solo un sogno
9. Only for you
10. Quando passa lei
11. Catherine





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