Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Music Club

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z

Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
factotus

LED ZEPPELIN
Physical Graffiti (2CD, Swan Song, 1975)
segnala questa recensione 
di Stefano Folegati scrivi un'email

Dopo due anni buoni di silenzio discografico, gli Zep hanno intenzione di imbandire un'abbuffata per i fans in trepidazione, e in parte cercano il riscatto dopo che il precedente "Houses of the Holy" è stato snobbato dalla critica. Come è loro congeniale, optano per la grande quantità, per l'abbondanza: "Physical Graffiti" è un doppio vinile che infarciranno di tutto, dai brani d'atmosfera alla "No Quarter" ai vecchi blues, dalle atmosfere celtiche del terzo album a rocce di rock tirato da par loro.

In effetti di brani nuovi ce ne sono, ma per colmare il piatto Page e soci attingono alle registrazioni degli album precedenti, ripescando ben sette brani scartati: ad esempio la pigra "Down by the Seaside" proviene dalle sessioni di "III" (di cui effettivamente non sarebbe stata all'altezza) così come lo svagato arpeggio dedicato a "Bron-Yr-Aur"; la smorfiosa "Houses of the Holy" doveva essere la title-track dell'album del 1973; "Night Flight", un solare rock'n'roll, proviene addirittura da "IV", di cui evidentemente non condivideva l'atmosfera cupa.

Sono comunque le nuove cose a meritare l'attenzione maggiore: gli Zep hanno speso molto tempo ed energie a confezionare lunghi brani d'atmosfera che recuperino l'intensità di "Stairway to Heaven", o almeno di "Rain Song". Il più riuscito è indubbiamente "Kashmir", uscito da una delle malefiche accordature che Page infligge alla sua Danelectro: su un riff semplice ma sottilmente misterioso la band costruisce una maestosa armatura di suggestioni orientaleggianti, che si sviluppa verso l'alto al ritmo pesante e inesorabile della batteria di Bonzo, più secca che mai; l'effetto è completato dalla narrazione di luoghi fantastici e antiche civiltà, dove ormai Plant è di casa, anche se il brano risulta forse troppo lungo, con i suoi otto e passa minuti. Altri brani lunghi e ambiziosi sono "Ten Years Gone" e "In the Light", che pur contenendo buoni spunti soffrono ancor di più di prolissità, e di scarsa coesione fra la miriade di frammenti di cui sono composti.

Tali brani hanno comunque uno strano effetto positivo: dopo le lunghe ore passate in studio a cercare di mettere assieme simili monoliti, la band ha voglia di staccare e improvvisare cose immediate, sull'onda dell'adrenalina. Come ricordato da Page in un'intervista, in questo modo saltano fuori "Custard Pie", con un organo che ricorda lo Stevie Wonder più movimentato, e soprattutto "Trampled Underfoot", pesantissimo quasi-funky in cui Jones picchia sulla tastiera, Bonzo sul rullante e Plant esemplifica con didattica chiarezza le analogie fra la meccanica dell'automobile e l'atto sessuale. Anche "The Wanton Song", dove si può ascoltare una bizzarra chitarra che suona come un organo grazie ad un effetto di eco rovesciato, e "Sick Again", dove Page la fa da padrone, sono brani hard diretti e energici che restituiscono degli Zeppelin duri e puri, senza le svenevolezze e i vezzi alla "torniamo a Chuck Berry" di "Houses of the Holy".

Una nota a parte merita "In My Time of Dying", uno standard di cui esisteva già una versione di Bob Dylan (per inciso: quando Peter Grant si presentò a Dylan dicendo "sono il manager dei Led Zeppelin" si sentì rispondere "io i miei problemi non li vado a dire in giro"…). Dopo la parentesi di "Houses…" gli Zep scelgono questo brano per far ritorno al blues tradizionale, ma siamo lontani dalle interpretazioni dei primi due album: qui gli Zep diventano chirurghi sadici, che vivisezionano la musica che li ha cullati per metterne a nudo i meccanismi e le formule; è così che per undici minuti Page masturba una slide guitar ultradistorta sotto i bombardamenti di Bonzo, mentre Plant ripete le due frasi del testo fra urletti e singhiozzi. Potente, e perfino insopportabile se non si è dell'umore giusto.

In complesso, è nella varietà del menù il buono di "Physical Graffiti", che testimonia la volontà degli Zeppelin di combattere su tutti i fronti aperti nell'irresistibile ascesa verso il successo dei primi, leggendari quattro album. Non li ritroveremo più così, perché la fortuna, ahinoi, cambierà ben presto a sfavore del Dirigibile.


Recensioni collegate
Led Zeppelin - la Kalporzgrafia
Jimmy Page & Black Crowes - Live At The Greek
Bob Dylan
- Bringing It All Back Home
- At Budokan
- Love And Theft



16 agosto 2001


Track list:

CD 1
1. Custard Pie
2. The Rover
3. In My Time of Dying
4. Houses of The Holy
5. Trampled Underfoot
6. Kashmir

CD 2
1. In The Light
2. Bron-Yr-Aur
3. Down By The Seaside
4. Ten Years Gone
5. Night Flight
6. The Wanton Song
7. Boogie With Stu
8. Black Country Woman
9. Sick Again



I commenti
 
tommy
11 luglio 2002
se dovessi scoppiare un conflitto porterei con me in cantina
questo disco. In P.g. è conservato il meglio della musica anni settanta.



YoungJimmy
4 maggio 2002
Mi rivolgo soprattutto agli "Starship Trooper" ke hanno scritto a
questo sito, non è vero ke Physical Graffiti è un album scadente. Ci sono
brani come "Night Flight" o "Down By The Seaside" sono veramente splendidi,
e ancor di + sono "Ten Years Gone" dolcissima, spendida, romantica,
malinkonica... ki + ne ha + ne metta, e "Bron-Yr-Aur" ogni volta ke sento
questo splendido strumentale di Jimmy sento un brivido ke mi percorre la
schiena, grandi i Led Zeppelin, quanto vorrei ke fossero ancora uniti... :-)


Led Raven
19 marzo 2002
Physical Graffiti,un nome un perché,non capico come si possa criticare forse il più bel cd(doppio fra l'altro)della storia dell'HardRock.Un cd con dei pezzi inarrivabili per almeno il 95% dei musicisti della storia.Non posso citare alcuna canzone perchè dovrei citarle tutte,ogni brano di questo album è e rimarra unico,mai ripetitivo e mai noioso,fantastico.Vorrei rispondere a MAX dicendogli che se non è in grado di apprezzare questo disco perchè non gli piace come sono disposte le canzoni forse non merita nemmeno di poterlo ascoltare.


Axl
17 marzo 2002
Assurdo parlare di "discesa" del dirigibile difronte ad un doppio CD che ci presenta due sole tracce sotto il livello medio dell'album(In The Light e Down By The Seaside)!!! Per il resto è un album molto vario, divertente, originalissimo e mai ripetitivo: di spicco segnalerei In My Time Of Dying, Kashmir e Ten Years Gone. Tornando al discorso del calo di livello dei leggendari Zeppelin, credo che sia stato così solo per Presence ed In Through The Out Door, ma di sicuro ai tempi di Physical Graffiti il Dirigibile volava ancora alto come solo lui poteva.


Jimmi-Gillian 86
23 febbraio 2002
Semplicemente il loro cd più sottovalutato!E assolutamente mai noioso!


INROCK
salvocappello@gmx.de 2 dicembre 2001
physical graffiti é il monumento dell´hard rock.
nessuno é mai piú riuscito a fare una cosa del genere.indiscutibile.



Max valfader@inwind.it 1 novembre 2001
Mah...se avessero messo :
the rover
kashmir
in my time of dying
in the light
ten years gone
custard pie

in un unico album, sarebbe stato un capolavoro (e che album), ma così è un
pò troppo dispersivo




Plant 2 settembre 2001
"Kashmir","Houses of the holy" e "Trampled underfoot" sono dei capolavori del rock.Soprattutto "Kashmir"Da me cosiderata come la seconda canzone + bella del rock dopo "Stairway to Heaven".W la band del dirigibile.



aggiungi il tuo commento!
torna su

adv
8 Ball Records
CD, LP e DVD usati, import e rarità

»
NOVITA'
le ultime recensioni
Il Genio – Il Genio
Ladytron - Velocifero
Le luci della centrale elettrica - Canzoni da spiaggia deturpata
Ellen Allien - Sool
Meg - Psychodelice

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
My Bloody Valentine - Roundhouse (Londra)
Radiohead - Concerto all'Arena Civica (Milano) 17/6 - 18/6
Rage Agains The Machine - Stadio Braglia (Modena)
AA.VV. - Mantova Musical Festival 2008
AA.VV. - Stoned Hand Of Doom Festival (Init, Roma)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
Gravenhurst - The Western Lands
Burial - Untrue
Il Teatro degli Orrori - Dell'Impero delle Tenebre
Ralfe Band - Swords
Le Man Avec Les Lunettes - ?

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala
Dadamah - This Is Not A Dream
Swell Maps - A Trip To Marineville



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2008. Tutti i diritti riservati