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P.G.R.
Per Grazia Ricevuta (Universal, 2002)
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di Raffaele Meale scrivi un'email

Giovanni Lindo Ferretti è rimasto uno dei pochi, stimabili, cantori del quarto, quinto e sesto mondo. E' rimasto uno dei pochi amanti della terra, nel senso più materiale del termine, della terra e delle culture che la popolano. I CCCP (1978/1990) cantavano le gesta miracolose dell'impero sovietico e delle civiltà che lottavano contro l'occidente (la Libia di Gheddafi, la Palestina di Arafat e dell'Intifada), i CSI (1992/2000) esaltavano la filosofia contadina, il lento incedere dell'Ongii in Mongolia, i casolari abbandonati al vento in Normandia, i Per Grazia Ricevuta (2001/?) portano a termine un album d'esordio nel quale trovano spazio l'India, l'Africa, la Giamaica e tutti quei popoli che esistono nelle nostre menti più che altro come senso di colpa della nostra immeritata onnipotenza mondiale.

Al di là della spasmodica attesa, l'ascolto non riserba novità: chi ben conosce l'evoluzione musicale dei gruppi citati in precedenza, sa già cosa aspettarsi da questo lavoro. Toni sommessi, grande spazio alle tastiere sapienti di Francesco Magnelli, una musica che cerca di fondere il ritmo tribale all'elettronica più densa e dilatata. La solita filosofia di vita di Ferretti arriva chiara e netta dai testi ("Non sempre so dire chi e perché, ma cosa pretendete da un tipo come me?"), così come arriva un'ironia sottile e un senso del gioco che rimandano più che altro all'esperienza CCCP, con moltissimi luoghi comuni gettati in pasto all'uditorio.

Quasi tutte le canzoni pretendono un ascolto attento, competente e "maturo", complesse suite dove le voci di Ferretti e Ginevra Di Marco si intrecciano, aggiungendo una qualità laicamente mistica all'intera opera. Di tutti i brani, solo la divertente e leggera "Settanta" - presente anche nella colonna sonora di "Paz!" - ha il dono dell'immediatezza, con una strofa ironica e geniale e un ritornello orecchiabile ("Canta la gallina, canta il gallo, ecco Mussolini che monta a cavallo, canta il gallo, canta la gallina, sicuro che a ogni notte segue una mattina?"). Gli altri devono essere ricercati più in profondità, come lo splendido omaggio al Gange che si muta in omaggio al jazz di Miles Davis e John Coltrane, o come il "Tramonto d'Africa" che fa intravedere le rive dell'America e da dove giunge il "Rastaman Vibration" di Bob Marley. O come la conclusiva ninnananna dedicata all'11 settembre del 2001, scandita da poche parole, d'impatto e delicate ("Chi sale dice a chi scende le scale: attenti, così vi fate male", "Io sono un poliziotto, non mi faccio amare", "Non tutti siamo fatti per scendere e salire le scale"), dove si narrano impressioni generate da quell'amara giornata, ma nella quale non trova spazio la tragedia americana - come altri artisti hanno evocato - che ha poi portato all'infame barbarie in Afganistan, ma il semplice destino di un pompiere.

Un mondo fatto di piccoli oggetti e di sensazioni semplici, quello che i Per Grazia Ricevuta mostrano. Non diversamente e non meglio di come facevano i CSI (ma dov'è Massimo Zamboni?), ma con la medesima forza e convinzione. E classe.

Recensioni collegate:
C.S.I. - Kalporzgrafia
CCCP - Ortodossia II
Ginevra Di Marco - Concerto n.1 smodato temperante



23 aprile 2002


Track list:

1. Krsna, Pan, Miles Davis e Coltrane
2. Tramonto d'Africa
3. Sorgente d'Asia
4. Montesole
5. Settanta
6. Ah! Le Monde
7. Blando Comando Telecomandato
8. Come bambino
9. 11 Settembre 2001



I commenti
 


Filippo Forli 13 novembre 2003
Lindo...mi crepa il corpo a fondermi nelle vibranti note della sua voce...grazie Giovanni Grazie davvero...vorrei per un solo secondo i tuoi okki animali sui miei



Macchio
17 agosto 2002

grazie!



Elisa Firenze 7 agosto 2002
Come si fà a non rimanere affascinati dall'atmosfera delle nuove canzoni che ci propongono i cpr.
Credo che in "tramono d'Africa" i GPR si siano semplicemente superati.
Tutto il cd -ed in particolare questa canzone- evocano luoghi, culture e costumi lontani ed è per questo che intravedo nella musica di questa nuopva aggrgazione(ex cccp ed ex csi) un grande messaggio di speranza, di tolleranza ma soprattutto di pace.


massimo 3 agosto 2002
involucro di sapore inquieto, piena creazione in perfetto vuoto, processione, pace danzante, fugace volo in eterno ritorno.
Benzina in quei suoni, hai da accendere? Voglio solo scaldarmi, hai da bruciare?



Dan 28 maggio 2002
La capacità di fondere ricerca etnica ed elettronica, colta
dall'autore della bella recensione, credo si ala chiave vincente di questo
ultimo gioiello delle officine Ferretti. Al di la dell'entusiasmo per la
bellezza di questo lavoro, legato forse al recente prolungato ascolto,
ritengo il disco la punta di diamante dell'avventura sonora del "Consorsio"
in quanto sede della maturazione ed espressione dei semi gettati da CCCP e
CSI. Sulle straziate liriche del buon Giovanni Lindo invito alla profonda
riflessione che merita chi può, ormai a buon diritto, essere annoverato
nell'elite letteraria italiana.


Eleo'
7 maggio 2002
Fantastico!
Una nuova occasione per riascoltare Giovanni Lindo, meraviglioso come
sempre, anzi diverso e rinato insieme ai suoi fedelissimi.
Trovo però che il libretto avrebbero anche potuto mettercelo fisicamente e
non solo nella traccia CD rom (questa trovata mi sembra un po' fuori luogo
perché ho appena speso 20? e ne sono contentissima, ma penso a chi non ha il
computer...)

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