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PREMIATA FORNERIA MARCONI
Live In Japan 2002 (Sony, 2002)
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di Federico Olmi scrivi un'email

La registrazione della quinta ed ultima serata del tour giapponese del maggio di quest'anno (due concerti a Osaka e tre a Tokyo), è un monumentale live di grande solidità: solida la scaletta, solido e partecipe il pubblico di fedelissimi che affolla il "Club Città" di Kawasaki.

Chissà se lì in mezzo c'è pure lo spettatore che nei tempi andati, sull'onda dell'entusiasmo, cercò - ahi lui! - di intercettare il basso improvvidamente proiettato sopra le teste da Patrick Djivas.

In più di due ore di musica c'è spazio per tutte le facce della Forneria, in pacifica e matura convivenza. C'è poco spazio per la foga del momento, per la giovanile e spigolosa volontà di imporsi che caratterizza lo storico "Live in U.S.A."; il valore dell'esperienza ha ormai assorbito i contrasti, anche linguistici: il bilinguismo talvolta incomunicante e un po' doloroso frutto del successo internazionale degli anni settanta, che vedeva la lingua natia accantonata in occasione delle performance estere, si risolve in una coabitazione che è ormai "classica", cioè paradigmatica.

Nessuna differenza con il live "italiano" "www.pfmpfm.it", del 1998 . Ormai non c'è nulla da dimostrare; ora è il momento di fissare nella memoria, di confermare. Allora ascoltiamo versioni "italiane" - "Dolcissima Maria", "È festa" - versioni inglesi - "River of Life" ("Appena un po'"), "Photos of Ghosts" ("Per un amico"), "Promenade the Puzzle" ("Geranio"), "Mr. 9 till 5" ("Generale") - versioni miste - "La luna nuova".

È dato naturalmente, e giustamente, largo spazio ai grandi pezzi progressivi, ma c'è anche il senso della stratificazione cronologica, della sedimentazione di tutta una carriera, dai primi dischi all'ultimo "Serendipity" ("La rivoluzione"). È da una posizione di forza che scaturisce l'arrangiamento intimista e confidenziale del finale di "Dolcissima Maria", che si distende morbidamente nella divagazione pianistica: tutto l'opposto di quanto accadeva nel '74, quando dominava il crescendo.

Stesso discorso per "La luna nuova": attacco in sordina, di violino, come quello dell'incisione in studio. Domina il fare largo, senza fretta, anche in "Impressioni di settembre" e "River of Life". La seconda parte strumentale di "Dove…quando" è disseccata e ridotta a un "a solo" di piano che scaturisce senza soluzione di continuità dalla improvvisazione "Tokyo Piano Solo": ma non è uno svilimento. È stato isolato, messo a nudo il perno, il centro di gravità di tutta la composizione; una scelta debole che in realtà è fortissima: la canzone è già ampiamente conosciuta, è dunque il tempo della rielaborazione.

Tutto il resto è all'altezza delle aspettative, con la "Tokyo Violin Jam" (che include l'immancabile "Guglielmo Tell" rossiniano) superiore alla "Tokyo Electric Guitar Jam". Ammiccante e riuscitissimo l'inserto orientaleggiante del violino di Lucio Fabbri in "Dove…quando" parte 2.
Si tratta comunque di un live arricchito: prima del concerto ascoltiamo l'inedita "Sea of Memory" cantata da Peter Hammill su suo testo (forse un po' monocorde ma tesa ed emozionante) e la cover di "Bandiera bianca", contro-omaggio al Franco Battiato di "Impressioni di settembre" (non male dopo vari ascolti, anche se il coro suona un po' troppo da stadio).


collegamenti su MusiKàl!
Premiata Forneria Marconi - Storia di un minuto
Premiata Forneria Marconi - Per un amico
Franco Battiato - Fleurs 3



17 dicembre 2002


Track list:

CD 1
1. Sea of Memory
2. Bandiera bianca
3. La carrozza di Hans
4. Rain Birth (Intro to the River)
5. River of Life
6. Photos of Ghosts
7. Peninsula
8. Out of the Roundabout
9. La rivoluzione
10. Suonare suonare
11. Promenade the Puzzle
12. Tokyo Piano Solo
13. Dove…quando (part 2)
14. Dove…quando

CD 2
1. Il banchetto
2. Dolcissima Maria
3. Maestro della voce
4. Si può fare
5. Mr 9 till 5
6. Scary Light
7. Tokyo Electric Guitar Jam - including Altaloma 5 till 9
8. Tokyo Violin Jam (part 1)
9. Rossini's William Tell Overture
10. Tokyo Violin Jam (part 2)
11. Impressioni di settembre
12. È festa (Celebration)
13. La luna nuova (Four Holes in the Ground)




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