Su una Milano fortunata cade la scelta della città
destinata ad ospitare gli unici due appuntamenti
live di Peter Gabriel, atti non solo a proclamare
l'amore del pubblico italiano nei confronti dell'ex
Genesis ma soprattutto a far ascoltare in anteprima
le tracce di "Up", suo ultimo lavoro tra gli scaffali
dei negozi di dischi dal giorno di plenilunio settembrino.
E' confortante vedere come le regole del business
a volte possano essere infrante, e con uno come
Peter Gabriel gli esempi sono davvero molti: da
una tempistica di gestazione del disco a dir poco
dilatata (il suo ultimo lavoro esce a due lustri
di distanza rispetto ad "Us"), fino ad arrivare
ai suoi progetti profumati di sogno, come quello
di "The river", che prevede la traduzione di "Up"
in diverse lingue da popoli scelti secondo il loro
contatto con l'acqua (tema questo, che insieme a
quello della luna, della vita, e della morte, predomina
nel disco).
E questo scorrere dell'artista controcorrente lo
si ritrova ancora nello sperimentare la collaborazione
con oranghi nelle vesti di musicisti o nella produzione
dell'ormai celebre etichetta "Real World". Certo
è che presentarsi sul palco dell'Alcatraz prima
dell'uscita del disco non è certo una mossa banale
per tutti, mentre Gabriel annuncia le sue nuove
canzoni con classe e naturalezza, ponendole per
così dire su vassoio d'argento ad un pubblico
affamato e sorpreso. Il suo sguardo è nobile,
gentile e umile, la sua attenzione all'armonia è
disarmante, dedica spazio al solo battere del tempo
degli ascoltatori e con parole scandite piano in
italiano si rivolge loro per introdurre brevemente
i nuovi pezzi, la familiarità è tanta
e non può essere che accentuata dalla presenza
sul palco di Melanie Gabriel, al debutto col padre
durante questo mini-tour italiano.
L'artista inglese era poi accompagnato da un energico
Tony Levin al basso, David Rhodes e Richard Evans
alle chitarre, Rachel Z. alle tastiere e Gad Lynch
alla batteria; tutti presenti in nome di un bel
pop...di rock...che ha preso le sembianze delle
canzoni del Nostro con intramontabili successi come
"Solsbury Hill", e "Sladgehammer", e con quelli
"prossimi" come "The Barry Williams Show", Sky blue"
e "No way out". Se l'ascolto del disco porterà tante
emozioni quante sono state quelle dello spettacolo
appena passato, è probabile che nel giorno di luna
piena nasca una nuova stella.