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PETER GABRIEL
Concerto al Filaforum (Assago - MI) (8 maggio 2003)
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di Pierangelo Pettenati scrivi un'email

foto di Armando Gallo www.leorme.org

La data di Milano di Peter Gabriel era la seconda della parte italiana del Growin' Up Tour e la prima nel capoluogo lombardo. Fra chi si era già fatto raccontare tutto (o quasi) del concerto bolognese e chi non ha voluto sapere niente la curiosità e l'attesa erano le stesse.

Perché un conto è sentire che durante "Downside-Up" Peter Gabriel e la figlia Melanie hanno camminato a testa in giù appesi alla struttura circolare (a sua volta appesa al soffitto e non sorretta dal basso) e un conto è assistere a questa performance e essere partecipe delle suggestioni che un simile gesto, all'interno di quella canzone, riesce ad evocare. Solo uno scrittore potrebbe rendere la quantità di emozioni, i simboli dietro ogni gesto e la tensione teatrale di quest'ennesima sfida vinta dal genio di Bath, che assieme al regista canadese Robert Le Page ha scritto un'altra bellissima pagina di spettacolo. Spettacolo a tutto tondo, non solo musica, non solo teatro, non solo effetti scenici ma tutto questo messo insieme come solo un grande artista sa fare.

Il primo concerto milanese ha rispecchiato l'andamento di quello di Bologna, anche perché, con un allestimento così imponente e studiato le variazioni non devono essere semplici; la prima differenza è che ad aprire il concerto sono i Blind Boys of Alabama, il che lascia intendere che il loro intervento su "Sky blue" non sarà campionato… e così è stato, dimostrando che cantare dal vivo è tutta un'altra cosa rispetto alla voce registrata. Per questo viene da chiedersi come sarebbe stata "Signal to noise" se ci fosse veramente stato Nusrat Fateh Ali Khan.

Se il palco del Secret World Tour di dieci anni fa entrava nel pubblico, questo si circonda del pubblico: circolare, piatto, liscio, senza impalcature a disturbare perché tutto è appeso e tutti possono vedere da tutte le posizioni, anche se alla fine l'impressione è che per godere appieno dello spettacolo sia sulle gradinate, da dove l'occhio può riempirsi di tutto il palazzotto.

A qualcuno ha dato fastidio che PG introducesse col suo italiano stentato ogni canzone, ma ogni canzone è un piccolo spettacolo a sé stante e così è stato più semplice comprendere il significato di ognuna. Anche in questo PG si è rivelato grande uomo di teatro, capace di passare dalla tensione alla rilassatezza, staccando nettamente ciò che è rappresentazione da ciò che non lo è.

Musicalmente, il concerto non si è discostato dall'anteprima di settembre, con un suono più compatto rispetto alla tournée precedente, ma (sempre rispetto a Milano) con Ged Linch (il batterista) più presente, più dentro le canzoni. Per lui, stavolta, erano più gli elogi che i "Manu Katche, però…". Anche senza "Shock the monkey" e "Don't give up", le due ore e quaranta di questo concerto sono state assolutamente appaganti, con "Come talk to me" e "Animal nation" in più rispetto a Bologna e l'emozione finale di "Father, son".

Ma non era ancora finito tutto: una voce annuncia che, per esigenze di riprese (in Italia si gira il live che uscirà su dvd) PG eseguirà ancora una canzone e chi vuole può rimanere. E il concerto è terminato così com'era iniziato, con la splendida "Here comes the flood".



SCALETTA:
1. Here Comes The Flood
2. Darkness
3. Red Rain
4. Secret World
5. Sky Blue
6. Downside-Up
7. The Barry Williams Show
8. Animal Nation
9. More Than This
10. Mercy Street
11. Digging In The Dirt
12. Growing Up
13. Solsbury Hill
14. Sledgehammer
15. Signal To Noise
16. In Your Eyes
17. Come talk to me
18. Father, Son
19. Here Comes The Flood (a concerto finito, per esigenze di ripresa).


collegamenti su MusiKàl!
Peter Gabriel
- Concerto al Palamalaguti (BO) (6/5/2003)
- Up
- Concerto a Milano (Alcatraz) (18/9/2002)
- Concerto a Milano (Alcatraz) (16/9/2002)
- Ovo
- Peter Gabriel III

Genesis - la Kalporzgrafia
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17 maggio 2003




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