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PETER GABRIEL
Concerto al Palamalaguti (Casalecchio - BO) (6 maggio 2003)
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di Federico Olmi scrivi un'email

foto di Armando Gallo www.leorme.org

La prima data italiana del "Growin' Up Tour" sconfigge il caldo massacrante del PalaMalaguti e ci fa capire come, a volte, un'attesa pluriennale possa rendere speciali certi appuntamenti e come, di conseguenza, possa davvero valere la pena patire un po' di fame in previsione di un succulento banchetto.

Anticipato dalle due anteprime milanesi, in stile minimalista, del 16 e 18 settembre scorsi, lo spettacolare ma equilibrato show astrale di Gabriel approda in Italia, convincendo per le soluzioni scenografiche da grande produzione lirica (il curatore, Robert Lepage, è uomo di teatro), tecnologiche senza strafare, molto intimiste e accuratamente lontane da ogni "effetto baraccone".

La grande sfera polimorfica, in stretto collegamento con il palco circolare, sta lì per motivi precisi, non è un bruco-mela qualunque nato con l'unico scopo di meravigliare i fan (come il serpentone sputa fuoco e la bambolona gonfiabile degli Stones di qualche anno fa). La modularità del palco, sul quale i musicisti mutano spesso posizione grazie a pedane mobili, così come la struttura complessiva, luci comprese, pensata a 360°, richiede in realtà una collocazione centrale più coinvolgente, in mezzo al pubblico: a Bologna invece, a causa degli ingombri del tabellone luminoso del palazzetto (ma non potevano pensarci prima?), si è dovuto ripiegare su una disposizione tradizionale.

E "tradizionali" sono pure David Rhodes e Tony Levin, chitarra e basso storici di Peter Gabriel, il quale, affettuosamente, scherza sulla lunga militanza comune con l'ex King Crimson, all'origine delle rispettive "pelate". Solido anche il resto della band: Ged Lynch, Rachel Z, tastierista dalle frequentazioni jazz; Richard Evans, polistrumentista e tecnico di casa alla Real World; infine la figlia Melanie come corista. Con quest'ultima si instaura il duetto in "Downside-Up" - coronato da una passeggiata a testa in giù - che segna un punto importante nei confronti di quanti, a nostro parere in modo assolutamente ingiustificato, storsero il naso all'apparire di "Ovo", considerandolo nulla più che una colonna sonora celebrativa col torto essenziale di dare poco spazio alla voce del leader. Un errore di valutazione in cui sono caduti in molti e che, alla luce di questo tour, segna ancor più la corda: i due brani del concept (questo è, non altro) eseguiti in concerto definiscono, rispettivamente, il picco fantastico dello show e, "Father, Son", la sua conclusione, solistica come l'inizio affidato a "Here Comes The Flood" e carica di riferimenti personali: due punti chiave, dunque.

Anche la scaletta, a ben vedere, si sottrae alle critiche: su 17 pezzi, solo 6 provengono da "Up"; non è vero dunque che Gabriel ignori i vecchi successi. Un po' appesantito nei movimenti non rinuncia tuttavia alle performance teatrali di un tempo, come la corsa in bicicletta di "Solsbury Hill", il "jumping" con la grande sfera gommosa in "Growing Up" (già mostrato in anteprima a San Remo) o il già citato capovolgimento gravitazionale. Ma, forse, per i vecchi fan, contano di più i particolari marginali: il tamburello suonato come in gioventù, con le stesse identiche mosse.

Il gospel dei Blind Boys of Alabama, annunciati come gruppo di supporto, è stato sostituito dall'etno-pop della cantante uzbeca Sevara Nazarkhan, sempre della scuderia Real World, accompagnata, fra gli altri, da uno straordinario Toir Kuziyev al doutar (liuto tradizionale uzbeco a due corde). Entrambi sono intervenuti anche in "In Your Eyes".


SCALETTA:
1. Here Comes The Flood
2. Darkness
3. Red Rain
4. Secret World
5. Sky Blue
6. Downside-Up
7. The Berry Williams Show
8. More Than This
9. Mercy Street
10. Digging In The Dirt
11. Growing Up
12. Solsbury Hill
13. Sledgehammer
14. Signal To Noise
15. In Your Eyes
16. Father, Son


collegamenti su MusiKàl!
Peter Gabriel
- Up
- Concerto a Milano (Alcatraz) (18/9/2002)
- Concerto a Milano (Alcatraz) (16/9/2002)
- Ovo
- Peter Gabriel III

Genesis - la Kalporzgrafia
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12 maggio 2003




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