PERTURBAZIONE - Concerto all'Estragon (Bologna) (4 settembre 2007)
di Paolo Bardelli
Avevamo lasciato i Perturbazione alla prima data del tour di “Pianissimo fortissimo”, li ritroviamo verso la fine. Si divertono più di prima. Stop, si è già detto tutto. Quando un gruppo si diverte sul palco, la passione si incarna negli strumenti e arriva diretta al pubblico. No mediazioni, no artifizi, no trucchetti.
La scaletta inizia con una interlocutoria “Per Te Che Non Ho Conosciuto” per continuare con una “Chiedo Alla Polvere” saltellante e una “Un Anno In Più” sognante. In questi primi tre pezzi i suoni arrivano inscatolati, poi il mixerista rinsavisce e il tutto si assesta (anche se alla fine non si conteranno i larsen del microfono, cazzo…). “Agosto” stavolta non so perché ma mi commuove, faccio fatica a trattenere una serie di emozioni che mi arrivano non so da dove, meglio smettere. “Smettere di pensare di smettere di fumare”. E’ lì, su “Mi Piacerebbe”, che penso che i Pertubazione se la stanno spassando un sacco. Bello, sembrano dei buddisti casinosi, dei filosofi attaccabrighe, degli asceti al pub.
Poi attacca a parlare Tommy ed è finita, come sempre si incasina e si dilunga. E’ simpatico, ma non si capisce mai dove voglia andare a parare. Stavolta gli scappa una gaffe travolgente. Salgono sul palco Toffolo e il batterista dei Tre Allegri Ragazzi Morti (ah, la serata era “TARM vs. Perturbazione”, ma non è importante, tanto i TARM non li recensiamo, Dio ce ne scampi…) per fare una jam session. “Adesso facciamo una canzone insieme. Sono emozionato. Sono cresciuto con questa canzone”. Io penso che faranno i Beatles o altre cariatidi del genere e invece… “Occhi Bassi”! Cioè: Tommaso è cresciuto con i Tre Allegri Ragazzi Morti? Facciamo senza controllare l’età anagrafica di Cerasuolo, ok?
Su “Leggere Parole” Toffolo disegna in tempo reale su una lavagna proiettata su uno schermo dietro ai Perturbazione: cavolo è bravo, perché di mestiere non fa solo quello? “Battiti Per Minuto” aumenta il nostro buonumore, mentre “Iceberg” è riarrangiata alla Ligabue che anche un gruppettino di diciassettenni saprebbe fare meglio, dopo il concerto ci andiamo ad ascoltare la versione su disco che ci riconcilia con quelle note. Dopo “Arrivederci, Addio” l’oretta di concerto finisce con “Nel Mio Scrigno” ed è apoteosi, musicalmente è come se ci fossero i fuochi d’artificio e Tommy va in mezzo al pubblico per prendersi la buona dose di pacche sulle spalle.
Ai Perturbazione dovrebbero dedicare una copertina sul Rolling Stone, altro che. Vabbé, noi ce ne andiamo che ci sono i TARM.
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