Si è fatta un po’ di storia, l'altra sera
nella città eterna. Almeno quattro generazioni
hanno riempito i Fori Imperiali in tutta la loro
lunghezza, dal Colosseo a Piazza Venezia. Romani,
italiani, turisti stranieri si sono concentrati
gioiosamente per onorare un vecchio ragazzo di
61 anni, per ringraziarlo di aver scritto decine
di pagine memorabili della musica pop e per poter
raccontare tra qualche anno che quell'11 maggio
parteciparono ad un inedito e straordinario connubio:
la musica dei Beatles,
il più grande fenomeno musicale e di costume
del Novecento, inserita nella coreografia mozzafiato
della culla - assieme ad Atene - della civiltà
occidentale.
Per far sì che tutti potessero godersi
lo spettacolo un'organizzazione davvero eccellente
ha distribuito una dozzina di schermi giganti
lungo i Fori Imperiali: intanto, laggiù
in fondo, il Colosseo aspettava di essere illuminato
da colori diversi per ogni canzone. Ed eccolo,
Sir Paul McCartney, con la giacchettina senza
collo 1963 e l'Hofner d'ordinanza.
"You say yes, I say no…", le prime parole, le
prime strofe rovesciano prepotentemente il mito
Beatles sulla folla, che sbanda dall'emozione.
Ora è il momento di tenersi forte, l'Ottovolante
è partito, siamo in cinquecentomila e dobbiamo
starci tutti. Arriva il "Jet" dal repertorio Wings,
"All my loving" è pura Beatlemania. Alla
chitarra secca che introduce "Getting better"
si trasecola e si comprende che può essere
estrapolata da quella meravigliosa Side A senza
danni, a condizione che lo faccia solo quel bassista
mancino dalla faccia d'angelo. "Let me roll it"
era figlia dei contrasti feroci con Lennon, ora
è solo un riff abrasivo e potente.
Si ritorna sulla terra con "Lonely road", pezzo
estratto dall'ultimo lavoro, purtroppo in odore
di senilità, mentre la coeva "Your loving
flame" è decisamente degna del repertorio
maccartiano. Ora la band si placa e quell'omino
là in fondo rimane solo con la sua chitarra
acustica. Si direbbe solo contro tutti, ma tutti
sono dalla sua parte: "Blackbird" è fragile,
è uno stecco di legno sull'onda, la voce
del baronetto riflette un'emozione profonda che
fatica a sciogliersi nelle successive "Every night"
e "We can work it out".
Va meglio, molto meglio, quando Paul si siede
al piano, ed attacca un'eccezionale "You never
give me your money/Carry that weight", bissata
dalla celestiale "Fool on the hill". E' tempo
di dediche: "Here today" per John ed una stravolta
e straordinaria "Something" per George. McCartney
la esegue all'ukulele, solo lui poteva permettersi
questo. Non si fa in tempo a riprendersi dalla
sorpresa che già avanza "Eleanor Rigby",
poco dopo "Michelle"… Il sibilo di un jet è
il conosciuto preludio di "Back in the USSR":
sconosciuta è la reazione del pubblico,
il quale entra in un vero delirio collettivo.
Il concerto fa rotta verso la parte più
ritmica e calda, "Can't buy me love", "Birthday",
"Live and let die" sono joy bombs. Sagacemente
l'ex Beatle rallenta, e "Let it be" è un
rallentamento che nessuno al mondo può
permettersi. L'apoteosi è in agguato, il
pubblico esplode, i cuori battono nelle ugole
quando parte "Hey Jude", mezzo milione di persone
celebrano un immenso rito pagano proprio dove
duemila anni fa si adoravano gli Dei. Dopo la
catarsi, è già tempo di bis, "The
long and winding road", "Lady Madonna", una "Volare"
modello nave crociera, comunque divertente, l'esaltante
rock'n'roll "I saw her standing there", la canzone
più programmata dalle radio di tutto il
mondo, alias "Yesterday", ed il finale, un torrido
medley tra "Sgt.Pepper's lonely hearts club band
reprise" e "The end", la chiusura di "Abbey
Road", di questo concerto, dell'avventura
dei Beatles.
La strofa finale è davvero perfetta: "…and
in the end, the love you take is equal to the
love you make". Una frase assolutamente semplice
e consapevole. La sera dell'11 maggio 2003, a
Roma, è avvenuto questo scambio, al più
alto e nobile livello.
SCALETTA:
Hello goodbye
Jet
All my loving
Getting better
Let me roll it
Lonely road
Your loving flame
Blackbird
Every night
We can work it out
You never give me your money/Carry that weight
The fool in the hill
Here today
Something
Eleanor Rigby
I've just seen a face
Calico skies
Two of us
Michelle
Band on the run
Back in the USSR
Maybe i'm amazed
Let 'em in
My love
She's leaving home
Can't buy me love
Birthday
Live and let die
Let it be
Hey Jude
The long and winding road
Lady Madonna
I saw her standing there
Yesterday
Sgt.Pepper's lonely hearts club band reprise/The
end (medley)
Angelica 2 giugno 2003
Ciao
a tutti.... Sono Angelica e ho 14 anni.....
Sono andata il 18-5 a Monaco di Baviera, per
ascoltare Paul McCartney....il mio idolo insieme
ai Beatles e a John, Ringo e George.... Premettendo
che ero in 2° fila (5 m in linea d'aria
da Macca!!!) e ho potuto vedere tutto perfettamente...
inizio....
Un tabellone con gli sms dei fan ci ha tenuti
occupati con i vari stands tipici da concerto....poi
coreografie magiche e fantasiose di attori,
ballerini, acrobati, vestiti con abiti di
tutte le epoche con uno sfondo di megaschermi,
e il più grande nel centro... (in totale
nella piazza c'erano una roba tipo 42 megasch.!!!!)
Musiche surreali.... Poi un accordo potente
di chitarra interrompe il tutto..... Sullo
schermo appare la sagoma di Paul e il suo
basso.... saluta.... esce......!! La prima
canzone è "Hello Goodbye"
repertorio beatlesiano del'67, la scaletta
è identica a quella di Roma dell'11
Maggio, include canzoni Beatlesiane, del periodo
Wings, McCartniane e le ultime novità.....
La band di altissimo livello, è ben
amalgamata, e direi che porta un gran peso
a riprodurre con lo "sweet little sixty"
le canzoni dei Beatles.... ; )
La voce di Paul è praticamente la stessa,
si è semplicemente trasformata da voce
da ragazzo, e voce da uomo.... anche dal vivo
è impeccabile.....
Il suo "Hofner bass", il piano psichedelico,
il pianoforte a coda, le sua "Martin
acustic", e la sua Les Paul sembravano
un disco da quanto erano perfette, impeccabili....
Il concerto è durato 3 ore.... Ci ha
saziati, anche con interventi improvvisati
con il pubblico, con battute, con "ingaggi"
nelle canzoni e nei cori, con commenti sui
nostri modi di ballare e sui cartelloni che
innalzavamo...( sono pure riuscita a salutarlo,
:))) e con lui l'attivissimo Brian Ray, chitarrista
e bassista) Triplo "bis" e rientrata
con la maglietta della sua squadra del cuore,
ovviamente autografata... Poi la bandiera
tedesca, (Mi è mancata quella italiana,
ma già a Roma aveva fatto il suo dovere
con i suoi "Grrrazzzie RRRRomma!!!"
e la italian flag...) Gli immancabili tributi
A John con "Here Today", canzone
scritta subito dopo la sua morte, e "Something"
di George suonata allo Ukulele, che ogni tanto
gli scappava di mano... Canzoni impeccabili
come "Maybe i'm amazed" e inedite
dal vivo come "She's leaving home"
fatta per la prima volta dal vivo il 10 maggio
al colosseo... Una qualità musicale
elevatissima, una grinta, e una gioia in quello
che si sta facendo.... Tutti hanno trovato
questo nell'ormai quasi sessantunenne (il
18-6 Auguri Macca!!!!!!) Paul McCartney......
E' una leggenda vivente, ed è unico....
veramente..... lunga vita all'eterno ragazzino
di Liverpool, che ha riunito più di
3 generazioni con la sua musica e quella dei
Beatles...... Vederlo è stato fantastico........
WOW............ Ciaooooooooooooooooo Angelica.