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PAUL McCARTNEY

Concerto al Colosseo (Roma) (11 maggio 2003)

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di Max Cavassa scrivi un'email

fonte: www.paulmccartney.com

Si è fatta un po’ di storia, l'altra sera nella città eterna. Almeno quattro generazioni hanno riempito i Fori Imperiali in tutta la loro lunghezza, dal Colosseo a Piazza Venezia. Romani, italiani, turisti stranieri si sono concentrati gioiosamente per onorare un vecchio ragazzo di 61 anni, per ringraziarlo di aver scritto decine di pagine memorabili della musica pop e per poter raccontare tra qualche anno che quell'11 maggio parteciparono ad un inedito e straordinario connubio: la musica dei Beatles, il più grande fenomeno musicale e di costume del Novecento, inserita nella coreografia mozzafiato della culla - assieme ad Atene - della civiltà occidentale.

Per far sì che tutti potessero godersi lo spettacolo un'organizzazione davvero eccellente ha distribuito una dozzina di schermi giganti lungo i Fori Imperiali: intanto, laggiù in fondo, il Colosseo aspettava di essere illuminato da colori diversi per ogni canzone. Ed eccolo, Sir Paul McCartney, con la giacchettina senza collo 1963 e l'Hofner d'ordinanza.

"You say yes, I say no…", le prime parole, le prime strofe rovesciano prepotentemente il mito Beatles sulla folla, che sbanda dall'emozione. Ora è il momento di tenersi forte, l'Ottovolante è partito, siamo in cinquecentomila e dobbiamo starci tutti. Arriva il "Jet" dal repertorio Wings, "All my loving" è pura Beatlemania. Alla chitarra secca che introduce "Getting better" si trasecola e si comprende che può essere estrapolata da quella meravigliosa Side A senza danni, a condizione che lo faccia solo quel bassista mancino dalla faccia d'angelo. "Let me roll it" era figlia dei contrasti feroci con Lennon, ora è solo un riff abrasivo e potente.

Si ritorna sulla terra con "Lonely road", pezzo estratto dall'ultimo lavoro, purtroppo in odore di senilità, mentre la coeva "Your loving flame" è decisamente degna del repertorio maccartiano. Ora la band si placa e quell'omino là in fondo rimane solo con la sua chitarra acustica. Si direbbe solo contro tutti, ma tutti sono dalla sua parte: "Blackbird" è fragile, è uno stecco di legno sull'onda, la voce del baronetto riflette un'emozione profonda che fatica a sciogliersi nelle successive "Every night" e "We can work it out".

Va meglio, molto meglio, quando Paul si siede al piano, ed attacca un'eccezionale "You never give me your money/Carry that weight", bissata dalla celestiale "Fool on the hill". E' tempo di dediche: "Here today" per John ed una stravolta e straordinaria "Something" per George. McCartney la esegue all'ukulele, solo lui poteva permettersi questo. Non si fa in tempo a riprendersi dalla sorpresa che già avanza "Eleanor Rigby", poco dopo "Michelle"… Il sibilo di un jet è il conosciuto preludio di "Back in the USSR": sconosciuta è la reazione del pubblico, il quale entra in un vero delirio collettivo.

Il concerto fa rotta verso la parte più ritmica e calda, "Can't buy me love", "Birthday", "Live and let die" sono joy bombs. Sagacemente l'ex Beatle rallenta, e "Let it be" è un rallentamento che nessuno al mondo può permettersi. L'apoteosi è in agguato, il pubblico esplode, i cuori battono nelle ugole quando parte "Hey Jude", mezzo milione di persone celebrano un immenso rito pagano proprio dove duemila anni fa si adoravano gli Dei. Dopo la catarsi, è già tempo di bis, "The long and winding road", "Lady Madonna", una "Volare" modello nave crociera, comunque divertente, l'esaltante rock'n'roll "I saw her standing there", la canzone più programmata dalle radio di tutto il mondo, alias "Yesterday", ed il finale, un torrido medley tra "Sgt.Pepper's lonely hearts club band reprise" e "The end", la chiusura di "Abbey Road", di questo concerto, dell'avventura dei Beatles.

La strofa finale è davvero perfetta: "…and in the end, the love you take is equal to the love you make". Una frase assolutamente semplice e consapevole. La sera dell'11 maggio 2003, a Roma, è avvenuto questo scambio, al più alto e nobile livello.

SCALETTA:

Hello goodbye
Jet
All my loving
Getting better
Let me roll it
Lonely road
Your loving flame
Blackbird
Every night
We can work it out
You never give me your money/Carry that weight
The fool in the hill
Here today
Something
Eleanor Rigby
I've just seen a face
Calico skies
Two of us
Michelle
Band on the run
Back in the USSR
Maybe i'm amazed
Let 'em in
My love
She's leaving home
Can't buy me love
Birthday
Live and let die
Let it be
Hey Jude
The long and winding road
Lady Madonna
I saw her standing there
Yesterday
Sgt.Pepper's lonely hearts club band reprise/The end (medley)



collegamenti su MusiKàl!
Beatles - la Kalporzgrafia
Paul McCartney - Driving Rain



15 maggio 2003




I commenti
 
Angelica 2 giugno 2003
Ciao a tutti.... Sono Angelica e ho 14 anni..... Sono andata il 18-5 a Monaco di Baviera, per ascoltare Paul McCartney....il mio idolo insieme ai Beatles e a John, Ringo e George.... Premettendo che ero in 2° fila (5 m in linea d'aria da Macca!!!) e ho potuto vedere tutto perfettamente... inizio....
Un tabellone con gli sms dei fan ci ha tenuti occupati con i vari stands tipici da concerto....poi coreografie magiche e fantasiose di attori, ballerini, acrobati, vestiti con abiti di tutte le epoche con uno sfondo di megaschermi, e il più grande nel centro... (in totale nella piazza c'erano una roba tipo 42 megasch.!!!!) Musiche surreali.... Poi un accordo potente di chitarra interrompe il tutto..... Sullo schermo appare la sagoma di Paul e il suo basso.... saluta.... esce......!! La prima canzone è "Hello Goodbye" repertorio beatlesiano del'67, la scaletta è identica a quella di Roma dell'11 Maggio, include canzoni Beatlesiane, del periodo Wings, McCartniane e le ultime novità..... La band di altissimo livello, è ben amalgamata, e direi che porta un gran peso a riprodurre con lo "sweet little sixty" le canzoni dei Beatles.... ; )
La voce di Paul è praticamente la stessa, si è semplicemente trasformata da voce da ragazzo, e voce da uomo.... anche dal vivo è impeccabile.....
Il suo "Hofner bass", il piano psichedelico, il pianoforte a coda, le sua "Martin acustic", e la sua Les Paul sembravano un disco da quanto erano perfette, impeccabili.... Il concerto è durato 3 ore.... Ci ha saziati, anche con interventi improvvisati con il pubblico, con battute, con "ingaggi" nelle canzoni e nei cori, con commenti sui nostri modi di ballare e sui cartelloni che innalzavamo...( sono pure riuscita a salutarlo, :))) e con lui l'attivissimo Brian Ray, chitarrista e bassista) Triplo "bis" e rientrata con la maglietta della sua squadra del cuore, ovviamente autografata... Poi la bandiera tedesca, (Mi è mancata quella italiana, ma già a Roma aveva fatto il suo dovere con i suoi "Grrrazzzie RRRRomma!!!" e la italian flag...) Gli immancabili tributi A John con "Here Today", canzone scritta subito dopo la sua morte, e "Something" di George suonata allo Ukulele, che ogni tanto gli scappava di mano... Canzoni impeccabili come "Maybe i'm amazed" e inedite dal vivo come "She's leaving home" fatta per la prima volta dal vivo il 10 maggio al colosseo... Una qualità musicale elevatissima, una grinta, e una gioia in quello che si sta facendo.... Tutti hanno trovato questo nell'ormai quasi sessantunenne (il 18-6 Auguri Macca!!!!!!) Paul McCartney......
E' una leggenda vivente, ed è unico.... veramente..... lunga vita all'eterno ragazzino di Liverpool, che ha riunito più di 3 generazioni con la sua musica e quella dei Beatles...... Vederlo è stato fantastico........
WOW............ Ciaooooooooooooooooo Angelica.

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