"Non perderti per niente al mondo, lo spettacolo
d'arte varia di uno innamorato di te."
La frase tratta da "Via con me" ben
si adatta al pubblico di Conte, appassionato,
competente e costantemente in amore. All'Avvocato
di Asti non resta che assistere allo spettacolo
di affetto, stima e riconoscenza proveniente dai
fans più svariati.
In particolare, il dopo concerto del 15 maggio
al Grand Rex ha vissuto una bellissima e toccante
appendice nell'attiguo Rex Club, dove Conte (insieme
al celebre conterraneo Nino Cerruti, creatore
di moda stabilitosi a Parigi più di 30
anni fa) ha ricevuto da un'ammiratrice molto speciale,
il Ministro della Cultura e delle Comunicazioni
del governo Jospin, Catherine Tasca, l'onorificenza
di Ufficiale dell'Ordine delle Arti e delle Lettere.
Come al solito ritroso a discorsi ufficiali, il
poeta piemontese si è limitato a ringraziare
gentilmente, a baciare con insospettabile trasporto
la deliziosa "ministra" ed a concludere
che con quella medaglia appuntata alla giacca
si sentisse "quasi un bell'uomo". Caro,
incorreggibile Paolone, nella calca del dopo premiazione
ti abbiamo bloccato per un cortissimo minuto,
mostrandoti tutta la gratitudine per le emozioni
che hai saputo offrirci in tutti questi anni.
Tu, schivo e modesto, hai ringraziato con uno
strepitoso "si fa quel che si può",
stringendoti nelle spalle come non farebbe più
neanche il più umile aiuto lavapiatti.
Poi la notte parigina ti ha ingoiato, in quella
atmosfera che tu potresti descrivere semplicemente
con un sospiro più lungo del solito.
E il concerto? Emozionante, come sempre, e con
in più la suggestione della rappresentazione
di molte canzoni tratte dall'ultimo "Razmataz"
proprio nella Ville Lumière, città
dove l'autore ambienta il suo personalissimo musical.
Nella maestosità del Grand Rex, la sala
cinematografica più grande del mondo, forte
dei suoi 2700 posti, ricco di scenografie tra
il turco ed il greco-romano, Conte ammalia da
subito con l'iniziale "Razmataz", seguita
da smaglianti versioni di "Genova per noi"
e "Un gelato al limon". "Via con
me" è eseguita come meglio non si
potrebbe, dolceamara e coinvolgente. "Fuga
all'inglese" gode di un arrangiamento strepitoso,
le sue liriche surreali ed esilaranti aderiscono
come un vestito attillato alla musica sorniona
in perenne controtempo, creata da questa favolosa
Big Band che segue Conte da quasi una decade.
Sempre con massimo understatement, l'Avvocato
mette qua e là i suoi tributi alla città
(Paris) che lo ha consacrato ed adottato. Così
assistiamo ad emozionanti versioni di "Paris,
les Paris" e di "Parigi".
Strutturato, come sempre ultimamente, in due parti,
il concerto vede chiudere il primo atto con la
solita magnifica cavalcata di "Diavolo rosso",
mentre la parte finale della serata sfuma nelle
note struggenti di "Guaracha", un istantaneo
classico di musica sudamericana, sul quale Conte
ripresenta, per nome di battesimo, tutti i componenti
del gruppo, salutando il pubblico in inglese e
francese e lasciando il palco con una breve chiosa
spagnoleggiante, aumentando il misto di rimpianto
e nostalgia per un evento che si avrebbe voluto
cristallizzare nel tempo, eternel.
susycat_1999susycat_1999@yahoo.com
31 maggio 2001
Ciao
Max, sei l'unico dei tanti che lo avevano
detto (me
compresa!) ad essere stato veramente a Parigi!
Grande invidia! Grazie
per le
preziose informazioni! Ora aspetto Umbria
Jazz e..forse anche Roma il
24
luglio! A presto
Susanna