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PAOLO CONTE - Live at Grand Rex, Paris (15 maggio 2001)

di Max Cavassa

Paolo Conte - Live a Parigi

"Non perderti per niente al mondo, lo spettacolo d'arte varia di uno innamorato di te."
La frase tratta da "Via con me" ben si adatta al pubblico di Conte, appassionato, competente e costantemente in amore. All'Avvocato di Asti non resta che assistere allo spettacolo di affetto, stima e riconoscenza proveniente dai fans più svariati.

In particolare, il dopo concerto del 15 maggio al Grand Rex ha vissuto una bellissima e toccante appendice nell'attiguo Rex Club, dove Conte (insieme al celebre conterraneo Nino Cerruti, creatore di moda stabilitosi a Parigi più di 30 anni fa) ha ricevuto da un'ammiratrice molto speciale, il Ministro della Cultura e delle Comunicazioni del governo Jospin, Catherine Tasca, l'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine delle Arti e delle Lettere. Come al solito ritroso a discorsi ufficiali, il poeta piemontese si è limitato a ringraziare gentilmente, a baciare con insospettabile trasporto la deliziosa "ministra" ed a concludere che con quella medaglia appuntata alla giacca si sentisse "quasi un bell'uomo". Caro, incorreggibile Paolone, nella calca del dopo premiazione ti abbiamo bloccato per un cortissimo minuto, mostrandoti tutta la gratitudine per le emozioni che hai saputo offrirci in tutti questi anni. Tu, schivo e modesto, hai ringraziato con uno strepitoso "si fa quel che si può", stringendoti nelle spalle come non farebbe più neanche il più umile aiuto lavapiatti. Poi la notte parigina ti ha ingoiato, in quella atmosfera che tu potresti descrivere semplicemente con un sospiro più lungo del solito.

E il concerto? Emozionante, come sempre, e con in più la suggestione della rappresentazione di molte canzoni tratte dall'ultimo "Razmataz" proprio nella Ville Lumière, città dove l'autore ambienta il suo personalissimo musical. Nella maestosità del Grand Rex, la sala cinematografica più grande del mondo, forte dei suoi 2700 posti, ricco di scenografie tra il turco ed il greco-romano, Conte ammalia da subito con l'iniziale "Razmataz", seguita da smaglianti versioni di "Genova per noi" e "Un gelato al limon". "Via con me" è eseguita come meglio non si potrebbe, dolceamara e coinvolgente. "Fuga all'inglese" gode di un arrangiamento strepitoso, le sue liriche surreali ed esilaranti aderiscono come un vestito attillato alla musica sorniona in perenne controtempo, creata da questa favolosa Big Band che segue Conte da quasi una decade. Sempre con massimo understatement, l'Avvocato mette qua e là i suoi tributi alla città (Paris) che lo ha consacrato ed adottato. Così assistiamo ad emozionanti versioni di "Paris, les Paris" e di "Parigi".

Strutturato, come sempre ultimamente, in due parti, il concerto vede chiudere il primo atto con la solita magnifica cavalcata di "Diavolo rosso", mentre la parte finale della serata sfuma nelle note struggenti di "Guaracha", un istantaneo classico di musica sudamericana, sul quale Conte ripresenta, per nome di battesimo, tutti i componenti del gruppo, salutando il pubblico in inglese e francese e lasciando il palco con una breve chiosa spagnoleggiante, aumentando il misto di rimpianto e nostalgia per un evento che si avrebbe voluto cristallizzare nel tempo, eternel.

Paolo Conte
- Razmataz
- Live a Londra
- Tournée 2
- Best Of
- Una faccia in prestito
- Tournée
- 900
- Parole d'amore scritte a macchina
- Live
- Aguaplano
- Concerti
- Paolo Conte 84
- Appunti di viaggio
- Paris Milonga
- Un gelato al limon
- Paolo Conte 75
- Paolo Conte 74

 

17 maggio 2001

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