Lontano dalle derive trip-hop dei Portishead,
indietro nel tempo: è lì che Beth
Gibbons sceglie di accompagnarci con il suo primo
disco solista, realizzato assieme a Paul Webb
(già bassista nei Talk Talk) e all'abituale
compagno Adrian Utley.
Un suono che sembra uscire da una di quelle vecchie
radio d'epoca che ormai si trovano solo nei mercatini
d'antiquariato, meravigliosamente retrodatato
senza che questo sia un difetto.
Il soffio di vento che introduce "Mysteries"
ci conduce, lentamente, verso atmosfere sospese,
su languide ballate in equilibrio tra folk e jazz,
e la voce di Beth chiede attenzione e silenzio,
sussurrando
Mai, nei dischi che la hanno
resa celebre, aveva saputo cantare in questo modo,
con questa varietà di toni e di atmosfere:
basti, ad esempio, il modo pigro, ora sensuale
ora disperato, con cui trascina la melodia delle
meravigliose "Show" e "Romance",
ricordando Billie Holiday in una maniera impressionante.
Dieci canzoni in grado di regalare suggestioni
intensissime: dalla morbida "Sand river"
alle dolcezze folk di "Resolve" e "Drake",
dal crescendo finale tipicamente Portishead di
"Funny time of year" alla sottile inquietudine
che vibra sotto i riverberi e i delay di "Rustin
man", fino a "Spider monkey" (dove
sembra di trovarsi di fronte alla migliore Tori
Amos, mentre la voce si intreccia in una spirale
di nebbia a inserti pianistici degni di Kurt Weill),
il suono si fa minimo e dilatato, ed è
davvero incredibile come la voce di Beth riesca
a farsi strada fino al cuore.
Un'eleganza e una classe davvero senza eguali
all'interno del panorama contemporaneo traspaiono
dalle dieci canzoni di "Out of season":
lontano com'è dalla depressione di maniera
che caratterizzava gli ultimi Portishead, questo
è un disco di cui è impossibile
non innamorarsi.
collegamenti su MusiKàl!
Tori Amos - Strange
Little Girls
Tori Amos - Concerto
al Teatro Orfeo (Milano)