Se un album andasse giudicato solo dalla cartella
stampa, questo “Ordinary heroes”,
seconda prova del duo italo-australiano Breakfast,
andrebbe preso e lanciato dalla finestra. Ve ne
trascrivo un pezzetto: “L’eroe, quello
vero, non si riconosce negli stili di vita che
troppo spesso i media esaltano. L’eroe è
l’uomo semplice, l’uomo qualunque,
ordinario rispetto al lirismo e alla società
dello spettacolo che ci circonda. […] Il
vero alternativo, il vero eroe è un ordinary
hero.”
Se, come cantava qualcuno qualche tempo fa, “Se
c’è qualcosa che è immorale,
è la banalità”, qui siamo
abbondantemente oltre la soglia del consentito;
per fortuna, però, un disco si giudica
ascoltandolo, e non leggendone. Anche all’ascolto,
però, questo “Ordinary heroes”
non riserva alcuna sorpresa, e le note positive
sono poche: le atmosfere sono smaccatamente sixties
fin dalla azzeccata grafica di copertina, e buona
parte del disco suona come un pesante calco dei
Beatles,
o, peggio ancora, di chi ha ottenuto fortune immense
imitandoli, vale a dire gli Oasis o altri insignificanti
fenomeni brit-pop. Sia chiaro, non c’è
niente di male ad ispirarsi agli anni ’60,
ma il problema è che qui tutto sembra ricalcato
e privo di spunti davvero personali, quasi forzato
nelle sue accelerazioni elettriche (“The
answer”) o nella ricerca di melodie orecchiabili
ma poco incisive (“Carry on”, uscito
anche come singolo, con l’aggiunta di due
tracce inedite e del relativo videoclip), o ancora
nel richiamo esplicito ad altre band (l’eco
dei Supergrass in “What if…”).
Le cose migliori si sentono nella parte centrale,
quando l’indole psichedelica del duo –
e la passione per Syd Barrett - viene maggiormente
a galla: non male l’incipit di “Let
me be” (rovinata subito dopo dal chorus
lamentoso), molto meglio “Out of mind”,
guidata da una chitarra quieta e scompigliata
nella linea melodica dal Fender Rhodes, e soprattutto
“Chocolate for the prize”, vortice
psichedelico, scontro tra i Beatles di nuovo fuggiti
in India e i Chemical Brothers di “Let forever
be”.
Nel complesso, poco meno di quaranta minuti che
scorrono via senza lasciare tracce evidenti: un
disco innocuo, insomma. In giro ci sono cose più
interessanti.
collegamenti su MusiKàl!
Beatles - la Kalporzgrafia
Oasis - Heathen
Chemistry
Syd Barrett - Barrett
Chemical Brothers - Come
with us