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ONEIDA
Concerto al Circolo degli artisti (Roma) (22 maggio 2005)
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di Raffaele Meale scrivi un'email

Assistere a un concerto degli Oneida a Roma non è certo una novità, visto che il terzetto newyorchese è oramai un habitué dei palchi capitolini. Li avevo visti a La Palma nello stage condiviso con un’ubriaca – ma neanche questa è una novità – Cat Power e li avevo ritrovati l’anno scorso all’INIT, durante la tournée organizzata per il lancio europeo di “Secret Wars”. In entrambi i casi li avevo trovati poderosi, divertenti, estremamente coinvolgenti.

Sicuramente assistere a un live di questi ragazzotti è un’esperienza unica, catartica, umorale. Un approccio sonoro (ma di più, propriamente fisico, con quella tensione incessante e l’elastico musicale teso fino all’irreparabile, al punto di non ritorno) che sta facendo proseliti, nonostante l’oggettiva difficoltà della riproduzione – provate voi a chiudere un concerto, dopo un’ora ossessionante e nevrotica, con una versione INTEGRALE di “Sheets of Easter”! -. Lo dimostrano palesemente i romani Boris, scelti come gruppo di supporto. Stessa scelta strumentale, con tastiere ansiogene in primo piano, stessa etica nello gestire il palco.

Ovviamente la furia risulta smussata rispetto al punto di riferimento e questo fa sorgere ben più di un dubbio: quanto c’è di umorale nel terzetto romano? Quanto di strettamente necessario? O è forse tutto perfettamente costruito a tavolino? In attesa di incontri futuri che riescano a far chiarezza su questi interrogativi mi sento di consigliare ai Boris di provare a distaccarsi dal modello, che ora appare seguito pedissequamente, in un gioco di identificazione che non può che vederli uscire sconfitti dalla contesa. Perché gli Oneida sono tra le band migliori che sia possibile incontrare dal vivo di questi tempi: la curiosità era tutta spesa nel cercare di capire come sarebbe stato partorito il suono. Per quanto “The Wedding” non sia un cambio di rotta così sostanziale come alcuni hanno voluto far credere, è indubbio che determinate scelte – chitarre acustiche, così come nel bellissimo EP “Nice. Splittin’ Peaches” uscito l’anno scorso, ma anche armonie vocali complesse e riflessi di epopee puramente anni ’70 – avrebbero potuto portare a modifiche della struttura collaudata negli ultimi anni in concerto.

I tre attaccano da subito con una versione stressata di “Each One Teach One” e si trascinano via all’infinito, dilatando i tempi, perdendosi in vie alla psichedelia più martellante. Insomma, tanto per chiarire le idee a tutti il concerto è stata una corsa incessante, irrefrenabile, mai adibita ad attimi di stasi, mai dedicata a pause riflessive, solo una continua ed epilettica fuga psicogena, vago stato di trance in cui perdersi e svanire. E così vengono inanellati vari capolavori pescati un po’ ovunque, tra i quali pare doveroso citare quantomeno “Sneak Into the Woods” e “People of the North”, anche perché i brani tratti dal celebre doppio di tre anni fa erano stati messi decisamente in secondo piano durante l’ultima data. Da “The Wedding” arrivano “Lavender” – già presentata in anteprima l’anno scorso -, “Did I Die”, “Charlemagne”, tutte eseguite con la classe e l’irruenza che contraddistinguono questo combo geniale. Che saluta un pubblico entusiasta omaggiandolo, come già accennato in precedenza, con una versione integrale di “Sheets of Easter”, più che la “canzone finale” la “canzone mortale” (come suggerirò a concerto finito a Hanoi Jane trovandolo pienamente concorde).

Gli Oneida più pop di sempre – se questo termine viene inteso nella sua reale essenza – sbaragliano il campo con un concerto frastornante come mai; niente acustica e quartetti d’archi – sempre Hanoi Jane mi ha detto che hanno potuto suonare con questa formula solo una volta a marzo in quel di New York – ma non credo che sia interessato a qualcuno. Perché di fronte a un concerto del genere c’è da chiudere la bocca e chinare lievemente la schiena in avanti. Chapeau.

collegamenti su MusiKàl!
Oneida
- la Kalporzgrafia
Oneida - Fotogallery premiazione per miglior album 2002
Oneida + Cat Power - Concerto a Roma
Cat Power - Concerto al Container (Bologna)
Cat Power - You Are Free



30 maggio 2005




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