Se c'è un gruppo, al di fuori dell'Italia, che
meriterebbe la cittadinanza d'onore a Kalporz,
quel gruppo sono sicuramente gli Oneida,
capaci di trascinare lo spettatore in un'esperienza
ludica e al contempo altamente appagante dal punto
di vista musicale. Il concerto all'Init di Roma
è stata l'occasione per dare ulteriore credito
a questa osservazione.
A meno di un anno di distanza dall'ultimo appuntamento
romano, si nota una crescita esponenziale di attesa
nei loro confronti: a maggio del 2003 ospiti come
spalla a Cat Power, a febbraio del 2004 gruppo
di punta della serata anticipato da ben due gruppi
di supporto (il primo confusionario, il secondo
sinceramente ridicolo). Insomma, gli Oneida alla
conquista del suolo italico! La band sul palco
si diverte, saluta e ringrazia ripetutamente il
pubblico, fa notare quanto faccia caldo - effettivamente
in sala si respirava un'afa francamente insopportabile
- e soprattutto mostra una voglia di esibirsi
encomiabile, e un'autoironia conquistatrice: a
chi gli chiede a gran voce, ripetutamente, l'oramai
storica "Sheets of Easter" Fat Bobby (ex Bobby
Matador) risponde "mi dispiace, non siamo un gruppo
cover", e quando uno del pubblico rimprovera ad
Hanoi Jane una voce troppo bassa rispetto al muro
di suoni lui tranquillamente risponde "I'm sorry,
it's my voice".
Nonostante l'occasione sia perfetta per presentare
il nuovo "Secret Wars"
la band presenta una gran mole di materiale inedito,
il che fa supporre un'uscita discografica non
così lontana - dopotutto la prolificità del terzetto
è universalmente nota -: da un primo ascolto l'ago
della bilancia del prossimo lavoro sembrerebbe
pendere verso le incessanti atmosfere ansiogene
di "Each One
Teach One". Da "Secret Wars" vengono riprese
comunque "Caesar's Column", una stupefacente "Capt.
Bo Dignifies the Allegations with a Response",
"$50 Tea" e il rock spiazzante di "Wild Horses".
Da "Each One Teach One" arriva solo la title-track,
in una versione dilatata da un'intro carico di
riverberi e sporcizie, e questa scelta risulta
quasi ovvia considerato la breve distanza che
ha separato questa tournée da quella di lancio
del precedente lavoro.
L'apertura del concerto è stata data da un pezzo
inedito scherzosamente intitolato "Still Rememberin
La Palma", crasi tra la "Still Rememberin Hidin
in the Stones" presente su "Anthem of the Moon"
e il luogo dello scorso incontro in quel di Roma,
ma i ripescaggi sono arrivati fino a "Fantastic
Morgue" e "Privilege" tratte dallo split con i
Liars e "Snow Machine" ripresa da "Come On Everybody
Let's Rock". In tutto poco meno di un'ora e mezza
che vale tranquillamente per tre tale è la foga
con cui Fat Bobby, Hanoi Jane e Kid Millions attaccano
i brani, conducendoli in un vortice di rumore,
frenesia e trance ipnotica. Dopo essere usciti
per un secondo e aver suonato un ultimo brano
("ragazzi, sono le due, domani mattina c'è scuola")
i tre hanno salutato Roma.
Un concerto ottimo, per una band che finché continuerà
a presentarsi così sul palco difficilmente potrà
deludere. Quella di ieri sera è stata l'ennesima
conferma di quanto già sospettavamo: ci troviamo
di fronte a una delle maggiori band contemporanee,
tanto in studio quanto nella dimensione live.
Chapeau.
Scaletta:
1. Still Rememberin La Palma (D)
2. Captain Bo Dignifies the Allegations with a
Response
3. Men on the Scene
4. Each One Teach One (Extended)
5. Snow Machine 6. Lavender
7. Wild Horses
8. Fantastic Morgue
9. Halloween
10. Caesar's Column
11. Gream Puff War
12. $50 Tea
13. Up w/ People
14. Privilege
15. Golden Road
16. Hairy Waltz
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