Nell'agghiacciante panorama della musica italiana
cosiddetta ufficiale, si aggirano figure bizzarre
che riescono in modo inaspettato a dire qualcosa
di interessante. E' il caso di Max Gazzè
che con i dischi pubblicati fino a questo "Ognuno
fa quello che gli pare" ha dimostrato di avere talento
e inventiva in abbondanza, conquistandosi un posto
vicino a Rino Gaetano e al Battiato pop degli anni
ottanta.
La conferma delle qualità del musicista romano
arriva in questo suo quarto lavoro. Che è
un disco complesso e articolato, in cui i testi
si fanno più intricati e l'influenza dell'elettronica
più marcata.
Più che nella stucchevole "Non era previsto",
primo singolo del disco che non lascia segni, le
carte migliori Gazzè le gioca quando lascia
la propria fantasia libera di inventare. E' così
nell'elettronica minimale di "Il dolce della vita"
e in "Megabytes", dove la ritmica spezzata sembra
strappata ad un pezzo drum'n'bass.
Ma anche nell'inattesa "Il debole fra i due", brano
tradizionale che ricorda la Banda Bardot o i Modena
City Ramblers cantato insieme a Paola Turci, o nella
rabbiosa "Il motore degli eventi" l'altro duetto
del disco, questa volta al fianco di Carmen Consoli,
l'unico episodio in cui spunta l'aggressività
rock.
Un'inventiva che non conosce pause, come accade
quando affiora lo spirito più giocoso del
musicista romano, canzoni pop come "Eclissi di periferia"
e "Non è più come prima", piene di melodie, immagini
surreali e ironia.
Tuttavia i momenti più riusciti si rivelano quelli
più intimi e sofferti, come la toccante "Niente
di nuovo", l'amarezza di "In questo anno di non
amore", costruita soltanto al piano e la splendida
"Questo forte silenzio", prima eterea e soffusa,
poi ritmata e trascinante. Brani che appaiono già
piccoli classici.
1.
Non era previsto
2. Questo forte silenzio
3. Niente di nuovo
4. Il debole fra i due
5. Megabytes
6. Eclissi di periferia
7. Il dolce della vita
8. Non è più come prima
9. Il motore degli eventi
10. In questo anno di non amore