Nel 1994 usciva per la Sony “Definitely Maybe”; l’inizio della scalata al successo. Nel 1995, “(What’s The Story) Morning Glory?”; il colpo decisivo.
Il 24 febbraio 2009 nella data di Firenze i fratelli Gallagher ripartono da questi punti fermi. Dopo quindici anni di onorata carriera, sette album, raccolte varie, singoli e b-side ritornano, alla fine, sempre ad attingere dai primi due fondamentali capitoli.
Liam Gallagher parte, intorno alle 21:05, con “Rock ‘N’ Roll Star” e conclude, intorno alle 22:50 con “Champagne Supernova”, in scaletta subito dopo “I Am The Walrus” (1967) dei Beatles.
Al grido di “…in my mind my dreams are real…” esplode l’esibizione del gruppo che ormai, brit pop o no, rappresenta una delle realtà (pop) più solide del pianeta. Un gruppo capace ancora oggi di coinvolgere nello stesso concerto quelli che ai tempi di “Whatever” (era il 1994) andavano alla scuola materna e quelli che, sempre in quel periodo, il pomeriggio impugnavano gli strumenti e correvano in cantina a provare.
Senza nulla togliere all’ultimo “Dig Out Your Soul”, l’ossatura del live degli Oasis, nel 2009, è fatta di pezzi come “Supersonic”, “Cigarettes & Alcohol”, l’immancabile “Wonderwall”, “Morning Glory”, “The Masterplan”, “Don’t Look Back In Anger” e “Champagne Supernova”.
“Be Here Now” (Sony,1997) e “Standing On The Shoulder Of Giants” (Sony, 2000), in questo contesto, non esistono praticamente più.
Al concerto, come accennato, ci sono quelli che nel 1995 avevano quindici anni e scoprivano i fratelli Gallagher mentre già facevano girare nel lettore cd i Nirvana ed i Blur. Quelli che a metà anni Novanta hanno comprato il primo paio di Clarks, hanno fumato la prima Benson & Hedges, hanno bevuto le prime quattro pinte di Tennent’s tutte in una sera. Intorno a loro c’era, allora, nell’aria quel senso di sfrontatezza e quel vento tiepido di primavera respirato in corsa sopra la sella di uno scooter. C’era, nel fuggevole e leggero ottimismo adolescenziale, la voglia di scoprire quello che avrebbe potuto riservare una vita da “vivere per sempre” (anche se “Live Forever” a Firenze non è in scaletta).
Insieme ai ragazzi delle scuole superiori ci sono ancora loro nel 2009 al Mandela Forum di Firenze. Quelli che hanno preso la prima sbronza ascoltando “Country House” dei Blur, “Some Might Say” degli Oasis ed hanno consumato “Unplugged in New York” dei Nirvana. Ci sono e sono soddisfatti di rivivere, a tratti, immersi in questo suono, il sogno di essere, almeno per una sera, una rock’n’roll star.
collegamenti su MusiKàl!
Oasis - Dig Out Your Soul
Oasis - Dont' Believe The Truth
Oasis - Heathen Chemistry
Oasis - Familiar To Millions
Blur - la Kalporzgrafia
Nirvana - Nirvana
Nirvana - Nevermind