Personalità tra le più influenti
di tutta la scena psichedelica californiana, Alexander
Spence detto "Skip" lasciò il marchio del
suo genio e della sua follia su due dei più
importanti gruppi della West Coast. Nato come
chitarrista, imparò in qualche giorno a
suonare la batteria e suonò nel primo disco
dei Jefferson Airplane. Dopo contrasti con il
cantante Marty Balin, "Skip" decise di fondare
un suo gruppo, i Moby Grape, dove tornava all'amata
chitarra. Purtroppo, un micidiale mix di droghe
e cattiva salute portarono il Nostro completamente
fuori di testa, fino al giorno in cui tentò
di aggredire i compagni con un'ascia…Trascorsi
alcuni mesi in prigione, nel dicembre 1968 egli
partì per Nashville, culla del country,
dove arrivò con molto materiale composto
o pensato durante la detenzione. Questi brani
furono registrati in pochissimi giorni e "Skip"
suonò tutti gli strumenti. Il risultato?
Gemme lasciate allo stato puro, diamanti grezzi
di valore inestimabile, conoscenze di un mondo
psichedelico ridotto all'osso, filtrato attraverso
la lente di un suono indolentemente country che
per paradosso rende l'opera più sognante
e flower power di tutte le escursioni elettriche
dei Quicksilver Messenger Service. Se questo disco
può trovare un qualche paragone, questo
lo si potrebbe trovare al di là dell'Atlantico,
dove nello stesso momento un altro Grande Matto
(Syd Barrett) rendeva l'anima al Dio Lsd con due
opere apparentemente sconnesse. "Oar" è
un album visionario, deprimente, arido come il
deserto dell'Arizona (ascoltate "Cripple creek"
o "Weighted down", chiudete gli occhi ed in poco
tempo sarete completamente arsi, alla disperata
ricerca di un pozzo…), selvaggio e tribale come
"Grey/Afro", l'incredibile traccia finale (nell'LP
originale) dove tutto è sostenuto dal basso
e batteria ed una voce proveniente dal profondo
di un canyon ci fa spasimare e soffrire per quasi
10 minuti. "Oar" rimase l'unico messaggio solista
di Spence, il quale poco dopo sparì per
sempre, travolto dalla sua mente. "Oar" è
un viaggio nella beatitudine, nella sofferenza
e nella conoscenza; volete partecipare?
12
marzo 2001
Track
list:
- Little hands
- Cripple creek
- Diana
- Margaret/Tiger rug
- Weighted down (The prison song)
- War in peace
- Broken heart
- All come to meet her
- Books of Moses
- Dixie peach promenade (Yin for yang)
- Lawrence of Euphoria
- Grey/Afro
EXTRA OAR:
- This time he has come
- It's the best thing for you
- Keep everything under your hat
- Furry heroine (Halo of gold)
- Givin' up things
UNISSUED OAR:
- If I'm good
- You know
- Doodle
- Fountain
- I think you and I
I
commenti
HULLODER
16 luglio 2002
Considerato l'autore del disco (un personaggio
veramente al di
fuori degli schemi),un capolavoro secondo
me molto lucido.Dietro l'apparenza
di improvvisazione o precarietà della
realizzazione si nasconde un messaggio
e un programma ben definiti.Dare voce all'animo
più profondo,andare vicini a
quel limite oltre il quale c'è la pazzia.E
quale strumento migliore di
questo "unico" esempio di acid rock
acustico.