Tante, tantissime parole per ricordare De Andrè dopo la sua morte, ma pochi che osassero riprendere le sue canzoni: un timore più che giustificato, vista la grandezza di quello che era - e tuttora è – il più grande personaggio della canzone d’autore italiana.
Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di omaggiare Faber: “Non più i cadaveri dei soldati” è una raccolta di cover ad opera di alcuni dei migliori nomi della scena nazionale, uscita in allegato alla rivista “Mucchio Extra”, in edicola fino alla metà di Settembre. Un omaggio sentito, e fin troppo rispettoso, ad una persona e ad un artista indimenticabile.
I timori reverenziali di fronte a certe canzoni devono essere stati considerevoli; pochi, infatti, scelgono di stravolgere le versioni originali, ma è proprio da quei momenti che escono, se non le cose più riuscite, quelle più interessanti: Fiamma trasporta “Sidun” in un ibrido tra Üstmamò e Neneh Cherry; i Gatto Ciliegia, assieme a Tommaso dei Perturbazione, danno un’impronta liquida e immaginifica a “Nell’acqua della chiara fontana”; gli Afterhours rileggono splendidamente “La canzone di Marinella” facendola sembrare una loro canzone, e anche la cover di “La ballata degli impiccati” che realizza Cesare Basile non avrebbe affatto stonato sul suo “Closet meraviglia”.
Molti altri registrano, anche per maggiore affinità stilistica a De Andrè, cover più aderenti agli originali, ma non per questo di scarso valore: piacciono soprattutto la “Un giudice” della Bandabardò e il modo in cui gli Yo Yo Mundi rispettano l’incanto di “Creuza de mä”.
Insomma, questo “Non più i cadaveri dei soldati” è un disco necessario, rappresentativo di ogni fase della carriera di Faber, sentito e partecipato dalla prima all’ultima nota; liberi di vedere in queste diciotto canzoni (tutte inedite e incise per l’occasione, a parte “Rimini”, già inclusa in un live di Massimo Bubola) un semplice – e utilitaristico – omaggio, ma non è così: queste cover sono un atto d’amore, e di riconoscenza infinita, al più grande cantautore che abbiamo mai avuto.