La cornamusa è certo strumento legato alla tradizione
musicale scozzese, ma non solo: lo è anche, per esempio,
delle Asturie spagnole, come ci insegna questo disco. L’autore
è José Angel Hevia, asturiano naturalmente.
Autentico virtuoso di cornamusa progetta e addirittura costruisce
personalmente i suoi strumenti. Per questo suo primo lavoro
discografico ha creato una cornamusa elettronica multitimbrica;
ed elettronica è fondamentalmente la musica di "No
man’s land", che comprende sia arrangiamenti in chiave
moderna di elementi tradizionali e popolari asturiani sia
composizioni originali. L’operazione compiuta da Hevia, il
tentativo cioè di fondere musica etnico-popolare e
pop, non costituisce in assoluto una novità, ma bisogna
ammettere che nel complesso è riuscita. Certo qualche
purista della musica etnica o, viceversa, del rock, potrebbe
storcere, anzi storcerà, il naso: ma è sicuramente
più piacevole e interessante questo esperimento di
certa paccottiglia pop sempre uguale a se stessa e che ogni
anno si ripresenta, puntualmente, in varie forme clonate.
Hevia è un vero musicista, e questo è un disco
di musica ben suonata e cantata (brevi e semplici sono gli
interventi vocali). Ad esso hanno collaborato vari musicisti,
e a ciò dobbiamo anhe la presenza di numerosi strumenti
quali il liuto arabo (in "Si la nieve"), le cornamuse
scozzesi e percussioni di vario genere. Certo, come abbiamo
detto, l’elemento elettrico (basi programmate, basso elettrico,
chitarra elettrica) si avverte assai ma non disturba; o meglio
si avverte soprattutto ai primi ascolti, poi non ci si fa
più caso: si presta orecchio ai risultati complessivi.
Insomma un disco gradevole; un po’ facile forse, ma che in
certe parti cattura davvero l’ascoltatore. "Busindre
reel", brano originale di Hevia, purtroppo utilizzata
a scopi pubblicitari (e quindi svalutata), è veramente
imponente: una trascinante cavalcata guidata dalla cornamusa
elettronica, di respiro epico. Fra gli altri brani vorremmo
ricordare almeno "Gaviotes", sempre di Hevia, dal
sapore popolaresco e spigliato, "El Garrotin", un
pezzo tradizionale rivisitato, di grande ariosità grazie
alle possenti cornamuse scozzesi e alla bella sezione corale,
la popolare "Añada", un gioiellino di delicatezza,
dalla splendida melodia che chiude ufficialmente l’album:
in realtà, non segnalata, si ascolta una dodicesima
traccia, autentica, grandiosa conclusione corale.
Sui mercati anglosassoni "No man’s land" è
venduto con il titolo spagnolo "Tierra de nadie".
7
novembre 2000
Track
list:
- Busindre reel
- Naves
- Si la nieve
- Gaviotes
- El Garrotin
- El Ramu
- La linea trazada
- Llaciana
- Sobrepena
- Barganaz
- Añada
I
commenti
blacknight 19 marzo 2002
Lo
definirei creativo, innovativo, magico e diverso.Una
nuova strada alla musica che non rompe necessariamente
i timpani.
lucia 21 febbraio 2002
per
me sei semplicemente stupendo...non ho parole
Barbare 11 febbraio 2002
Hevia,
tu sei l'unico che sia riuscito a lasciarmi
bloccata, con le mani fredde, e con gli occhi
spalancati ogni volta che sento Busindre Reel,
quella che io chiamo la canzone senza tempo
che solo la tua splendita mente unita alla
tua cornamusa meravigliosa potevano tirare
fuori. Ti adoro.
feel lfa 2 dicembre 2001
il
tuo modo di suonare e fare musica celtica
è molto
particolare!sei riuscito a riportare alla
luce l'età medievale e quella
parte di storia ricca di mistero complimenti
sei un grande
miss marple 30 giugno 2001
onore
a hevia, l'uomo che è riuscito a far
suonare uno strumento particolare e delicato
come la cornamusa uguale al commodore 64 (con
rispetto per il commodore 64)
barbara 28 giugno 2001
hevia
perchè hai dato Busindre Reel per la
pubblicità della opel ?
Tu sei troppo bravo e Busindre Reel e sprecata
per la pubblicità di una macchina.
Tu sei un genio ti prego torna.