Le
cose semplici, a volte, finiscono per essere le migliori. Devono
aver pensato questo i fratelli Matt e Bubba Kadane, già
impegnati negli anni novanta con i Bedhead, per il loro ritorno
sulle scene con questa nuova formazione. E infatti "Newness
Ends" dura poco più di mezz'ora e si snoda lungo
dieci canzoni suonate dalla più classica formazione rock.
Dunque due chitarre, un basso e una batteria, con un'essenzialità
davvero rara di questi tempi. A risaltare è la scrittura
pulita dei fratelli Kadane e una manciata di pezzi che riportano
alla mente i Velvet Underground del terzo
disco e i Go Betweens. Ballate elettriche come l'iniziale "Half
a Day", uno di quei pezzi che riesce a entrarti in testa
per non uscirne più. La chiave è proprio qui.
Canzoni semplici e senza trucchi che sanno dare emozioni, avvolte
da una leggera malinconia, come "Great Excpectetions"
e "Gasoline", oppure affidate a una dolce lentezza,
"Alter Ego" e "One Plus One Minus One Equals
One". Tutto suonato con una grazia e un'onestà che
conquista.
Il finale del disco regala qualche sorpresa, il ritmo cresce e le melodie si
sporcano con il rumore delle chitarre. Allora i riferimenti si spostano verso
Pavement e Built to Spill, "The Block That Doesn't Exist" e "Carne
Levare", resi più spogli ed essenziali. Un disco dalla semplicità
disarmante, come si diceva, eppure ricco di fascino e bellezza.
8
aprile 2001
Track
list:
1.
Half a Day
2. Reconstruction
3. Gasoline
4. Great Expectations
5. Simple Life
6. One Plus One Minus One Equals One
7. Alter Ego
8. The Block That Doesn't Exist
9. Carne Levare
10. Newness Ends