La musica di Marco
Parente assomiglia sempre più a un
quadro surrealista: accosta colori e parole che
sembrano non avere senso comune, ma possiedono
bellezza e verità che sono nascoste solo
agli occhi meno attenti. E c’è un’immagine
più forte di altre che lo stesso artista
usa in una canzone, per descrivere la sua musica:
il suono di “Neve ridens” è
attraversato da lampi improvvisi. Un lampo è
il sax che sfugge via dopo il ritornello de “Il
posto delle fragole”; un lampo è
la voce che si tende fino a diventare trasparente
e assomigliare al silenzio in “Un tempio”;
un lampo è lo staccato dei fiati o il coro
straniante di “Lampi sul petto”; un
lampo, folgorante, sono le parole di “Wake
up” (“Ti stanno rubando uno specchio
/ come quell’ombra che muore / tutti ci
sono passati almeno una volta attraverso / come
una costola che irrompe nel cuore / e lo rompe”)
o il pianoforte che, nello stesso brano, rimane
nudo e dolcissimo.
Dopo aver dimostrato di poter gestire la canzone
pop in “Trasparente”,
il suono torna ad assomigliare al capolavoro “Testa,
dì cuore”, ma ora Marco Parente
ha definitivamente fatto esplodere ogni struttura
musicale rigida: ne rimane traccia solo ne “Il
posto delle fragole”, primo singolo estratto
che rimane comunque di una complessità
superiore alla media (la citazione di Bergman,
il parlare d’amore rivoltando concetti logori,
lo sbotto di fiati e chitarre su una magnifica
batteria). Non si temono più nemmeno i
soliti confronti: rimane ancora la figura in controluce
dei Radiohead
in certi passaggi di “Amore e governo”,
ma dei jazzisti alieni di “Amnesiac”,
imprevedibili e poco propensi alla semplicità.
Ecco il punto: “Neve ridens” è
un disco bellissimo, ma sembra consapevole e fiero
di essere complesso, assimilabile dopo molti ascolti.
Senza questa patina intellettuale che lo raffredda
un po’ sarebbe un album dentro cui perdersi,
e che invece continua a tenere a distanza chi
ascolta, come se non volesse farsi ammirare del
tutto.
Forse il quadro diverrà completo a febbraio,
con l’uscita del disco “gemello”?
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