Jim
Avignon è un personaggio che meriterebbe
una retrospettiva, vista la sua poliedricità.
Prima di dedicargliela davvero, proviamo a fornire
alcune informazioni sulle attività di questo
artista berlinese, a dispetto di un nome anglo-francofono.
Jim è, prima di tutto, un pittore. Lo intuirete
già scrutando la copertina qui a fianco e,
nel caso scattasse l'acquisto, nelle copiose illustrazioni
contenute nel booklet interno. Agli albori dello
scorso decennio, egli è parte attiva di un
New Art Movement berlinese, teso a portare i quadri
fuori dalle gallerie, in strada, per la completa
fruizione delle masse. Il motto di Avignon è
il seguente: "Anybody who feels concerned by
a picture should be able to take it home".
Per non predicare a vuoto, egli vende in un anno
ben 800 sue opere a 20000 lire l'una! Nel frattempo
monetizza il suo estro collaborando con la Rover,
la Swatch ed investe questi capitali in un alternative
caffè (Radiobar) nella capitale germanica.
Visto l'eclettismo di Jim, appare del tutto naturale il suo approccio al mondo
musicale, sempre mantenendo intatto l'innato gusto poppy surreale e vagamente
naif che impregna le sue creazioni. "Neoangin" è il frutto
di questa nuova "professione" e la track list di ben 33 canzoni è
un serio indizio su cosa ci si può aspettare. I pezzi sfiorano a fatica
i due minuti e mezzo, brevissimi divertissements (registrati, come da note di
copertina, in un piccolo hotel da qualche parte nel nord Italia ) collegano
una traccia con l'altra dando un encomiabile senso di continuità. Con
l'ausilio di un computer e di poche aggiunte acustiche, l'artista assembla una
serie di bozzetti assolutamente irresistibili, piccole delicatessen inseribili
in un ipotetico filone lounge-easy listening con intenti pedagogici verso l'infanzia! In
"Neoangin" sembra di ascoltare il rumore di un esercito di soldatini
di piombo, le prime note suonate da un monello su un organo Bontempi. Qui l'arte
povera di Pascal Comelade incontra i capolavori in 90 secondi dei primi geniali
They Might Be Giants, i Kraftwerk giocano con Barbie e Ken mentre i Nits impartiscono
la loro benedizione dalla vicina finestra olandese. Semplicemente eccezionali
"San Antonio", "A friendly dog in an unfriendly world",
"Let your money work for you", "The plot", "Celebrity
bones", "The nightbus", l'intero album è come una di quelle
caramelle che si mangiavano da piccoli, solo alla domenica: poche, ma buone.
1
novembre 2001
Track
list:
1.
A life in a day
2. A friendly dog in an unfriendly world
3. Let your money work for you
4. The plot
5. The plasticsink
6. Celebrety bones
7. Girl with attitude
8. I like to be somebody else
9. The nightbus
10. Poor living
11. Under bad influence
12.Guess my name
13. Flu
14. Man who brought light into darkness
15. Everything comes back
16. The shop detective
17. Das Feuilleton groovt mit
18. The unfriendly world
19. Are you happy
20. The happy hour
21. The blind passenger
22. Daydream
23. 2 sides of a coin
24.Trouble couple
25. Hall of fame of selfexploitation
26. San Antonio
27. Playing on the piano of new media
28. Don't take money from anyone
29. All fucked up
30. The long goodbye
31. Give me a platform
32. Walnut kitten
33. Another day in another life