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NEIL YOUNG & CRAZY HORSE
Concerto all'Olympiahalle di Monaco (27 giugno 2001)
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di Acid Rain scrivi un'email

Fa un po' tristezza vedere l'Olympiahalle di Monaco quasi deserto quando i Black Crowes salgono sul palco per aprire il concerto di Neil Young & Crazy Horse. Mercoledì 27 giugno 2001 non verrà certo ricordato come un successo dai promoter locali del tour. I Crowes saltano, ballano e suonano. C'è solo un problema, e cioè che dal punto di vista compositivo hanno perso la scintilla. Alla fine dello show, il pubblico applaude di sollievo. Alle 22,30, con precisione teutonica, Neil Young & Crazy Horse salgono sul palco, accolti da un boato che i Crowes avranno forse ascoltato con invidia dal camerino.

La prima notizia è che Neil Young ha in testa un cappello da cow boy bianco che gli copre la calvizie ormai totale. La seconda è che sembra in splendida forma, magro, nervoso e scattante come non era da anni. I Crazy Horse sembrano messi decisamente peggio. Frank Poncho Sampedro è ancora quel panzone di qualche anno fa, anzi... Il brano inaugurale della serata è, un po' a sorpresa, "Don't Cry No Tears", pezzo che apriva "Zuma" del '75. Neil e la band lo suonano con il freno a mano tirato, ma le melodie vocali non sono per niente tragiche come si temeva. Con il secondo brano il ritmo accelera un po', e al terzo brano la band, come tutti i diesel, comincia ad andare su di giri. Con il quarto brano il cavallo inizia a galoppare a briglia sciolta. "Piece Of Crap", letteralmente "un po' di spazzatura", che Neil dedica al presidente Bush, riesce finalmente a strappare un sorriso alla faccia addormentata di Sampedro. "Goin' Home" è un inedito davvero molto ispirato. Una ballatona elettrica in stile Young, la troveremo nel prossimo album. Timido applauso del pubblico, che non ha ancora ascoltato alcun classicone del repertorio del canadese, e Neil si siede al piano senza togliersi la chitarra elettrica. "When I Hold You In My Arms" è il secondo inedito della serata, arricchito da un pregevole assolo di chitarra che lo stesso Young suona senza plettro seduto di fronte al piano. Stavolta gli applausi arrivano fragorosi.

Gli Horse scendono dal palco e Young imbraccia l'acustica. Il primo brano del set solista è "From Hank To Hendrix", molto dignitoso, segue la splendida "Don't Let It Bring You Down". Poi tocca a "Pocahontas", brano del '78 scritto quando ancora non era ancora stata ridicolizzata dalla Disney. Nonostante le richieste del pubblico, il prossimo brano in scaletta è ancora un inedito. Il brano in questione è "Gateaway of Love". Primo punto perso della serata. Poi "Standing In the Light Of Love", altro inedito, che se si supera che il riff introduttivo deve molto a "Smoke On the Water" dei Purple è davvero un gran pezzo, un pezzo di pregio. Conscio di aver chiesto molto al pubblico, Young alla fine cede, e le prime note di "Hey Hey, My My (Into the Black)" sono contundenti. Tutta l'Olympiahalle salta e batte le mani fino allo sfinimento. E non è ancora finita: le prime ruggenti note di "Rockin' In the Free World" danno il colpo di grazia. Tra i bis "Roll Another Number" molto elettrica, seguita da una intensa e lunghissima versione di "Tonight's the Night". Alla fine Young sfida il pubblico. Altri bis? E il bis non è altro che "Goin' Home", primo inedito in scaletta, che Young suona per la seconda volta nella serata in preda ad un furore artistico incredibile.

Giù il sipario. In sostanza il concerto di Monaco ha detto che Young c'è. Suona con più voglia e meno mestiere, almeno rispetto al tour del '96. Lo si capisce soprattutto dalle performances vocali, non all'altezza dei tempi d'oro, ma nemmeno rotte e sgraziate come nelle esibizioni degli ultimi anni. In più, la scelta di recuperare brani oscuri del repertorio, di lanciare gli inediti senza avere un album in cantiere, e di limitare all'osso i classici faranno senz'altro poco contenti i fans occasionali, ma chi segue Young con più attenzione non può non notare che il canadese è in forma strepitosa.

Brescia, il 9 luglio, e Lucca, il 21 luglio, sono date da non perdere. Take my advice…


Scaletta del concerto (tra parentesi l'album da cui è tratto il brano)
1) Don't cry no tears (Zuma - 1975)
2) I've been waiting for you (Neil Young - 1968)
3) Love & only love (Ragged glory - 1990)
4) Piece of crap (Sleeps with angels - 1994)
5) Goin' home (Inedito - 2001)
6) When I hold you in my harms (Inedito - 2001)
7) From Hank to Hendrix (Harvest moon - 1992)
8) Don't let it bring you down (After the goldrush - 1970)
9) Pocahontas (Rust never sleeps - 1978)
10) After the goldrush (After the goldrush - 1970)
11) Only love can break your heart (After the goldrush - 1970)
12) Gateaway of love (Inedito - 2001)
13) Light of love (Inedito - 2001)
14) Hey hey, my my (Into the black) (Rust never sleeps - 1978)
15) Rockin' in the free world (Freedom - 1989)
16) Roll another number (Tonight's the night - 1975)
17) Tonight's the night (Tonight's the night - 1975)
18) Goin' home (Inedito - 2001)


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