Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Music Club

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z

Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Rock Contest

THE NATIONAL
Concerto al Musicdrome (Milano) (21 novembre 2007)
segnala questa recensione 
di Stefano Folegati scrivi un'email

Mentre si celebra la fama istantanea come manifestazione del potere miracoloso del web-due-punto-zero, c'è in giro gente che arriva a farsi notare in modo più tradizionale. Gli statunitensi National si sono formati nel 1999 e hanno pubblicato due album circolati solo fra amici e parenti stretti prima di piazzare il primo colpo di classe, lo splendido “Alligator” del 2005, che gli ha permesso di abbandonare finalmente i lavori da topi d'ufficio (che tornano come un incubo ricorrente nelle loro canzoni). Quest'anno hanno bissato con “Boxer”, un album persino superiore, tra i migliori di questo 2007 ormai al capolinea. La loro unica data italiana era chiaramente un'occasione da non perdere, soprattutto per scoprire dal vivo come riescono a tenere assieme le loro varie anime: le tensioni new wave, la tradizione americana, il cantautorato con reminescenze di Leonard Cohen e Nick Cave.

Alle 22,15 i National occupano il piccolo palco dell'ex Transilvania, e salta subito all'occhio quanto non siano trendy: niente cravattine, niente pantaloni stretti, portano brutte felpe e barbe incolte. Il frontman Matt Berninger, alto e allampanato, sembra la versione simpatica di Jim Reid dei Jesus & Mary Chain, ha addosso un camicione a quadri che neanche negli anni ruggenti del grunge. I brani da “Boxer” fanno la parte del leone: si parte con la sommessa “Start a War” per passare subito dopo alla minacciosa “Mistaken for Strangers”, uno dei brani di matrice più marcatamente new wave. Berninger, un po' impacciato ma inaspettatamente gioviale, dedica “Baby We'll Be Fine” a tutti quelli che hanno i “lavori diurni”, sua antica nemesi, lui che ora ha un night job... ha in effetti la faccia e il portamento di nighthawk, come li chiama Tom Waits, e davvero non ce l'avrei visto a invecchiare dietro a una scrivania. Dietro di lui cresce la triangolazione implacabile fra le chitarre dei fratelli Aaron e Bryce Dessner e il violino di Padma Newsom, membro aggiunto e factotum la cui versatilità e presenza sul palco mi ricorda certi instancabili folletti del progressive piuttosto che un tenebroso rocker dell'East Coast.

Non c'è dubbio che The National sia gente abituata a lavorare sodo, niente pose e tutta sostanza: sono tesi, concentrati, alternano nervosamente momenti sommessi a improvvise sfuriate elettriche, che spesso sfociano in chiassosi crescendo con grancassa e rullante all'unisono (che a fine serata saranno un po' abusati). Su questo spigoloso tappeto sonoro Berninger si lascia andare, occhi socchiusi e mani sul microfono, con la voce che si spezza, muore quasi sulle labbra mentre attorno a lui le chitarre passano dagli arpeggi a scariche di feedback brucianti. A metà del set arriva l'uno-due che stende definitivamente l'uditorio del Musicdrome: prima la grandiosa “Squalor Victoria”, cupa invocazione pagana e brano capolavoro di “Boxer”, subito seguita dalla liberatoria “Abel”, con Matt che si lascia prendere dalla trance e da piccoli ma percettibili fremiti mentre urla nel microfono. I suoni si fanno poi nuovamente sommessi e arrivano brani più raccolti, come l'incantevole “Daughters of the Soho Riots” e “Green Gloves”, con il suo finale funereo e luminoso al tempo stesso.

Dopo un'ora e mezza il set finisce e i National salutano e ringraziano amici vecchi e nuovi fra il pubblico elettrizzato, fra cui qualcuno che ha prestato a Bryce Dessner i biglietti della metropolitana. Davvero non sono dei dandy, questi qua. E non è un male, soprattutto quando la musica è così dannatamente buona.

 

collegamenti su MusiKàl!
Nick Cave - le recensioni
Leonard Cohen - le recensioni
Jesus & Mary Chain - Psychocandy
Tom Waits - le recensioni

 



28 novembre 2007




I commenti
 


aggiungi il tuo commento!
torna su

adv
8 Ball Records
CD, LP e DVD usati, import e rarità

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
My Bloody Valentine - Roundhouse (Londra)
Radiohead - Concerto all'Arena Civica (Milano) 17/6 - 18/6
Rage Agains The Machine - Stadio Braglia (Modena)
AA.VV. - Mantova Musical Festival 2008
AA.VV. - Stoned Hand Of Doom Festival (Init, Roma)

»
NOVITA'
le ultime recensioni
Il Genio – Il Genio
Ladytron - Velocifero
Le luci della centrale elettrica - Canzoni da spiaggia deturpata
Ellen Allien - Sool
Meg - Psychodelice


»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
Gravenhurst - The Western Lands
Burial - Untrue
Il Teatro degli Orrori - Dell'Impero delle Tenebre
Ralfe Band - Swords
Le Man Avec Les Lunettes - ?

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala
Dadamah - This Is Not A Dream
Swell Maps - A Trip To Marineville


Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2008. Tutti i diritti riservati