Il Dylan di fine anni '60 è solo il vago
spettro del geniale cantautore dalla lingua al
contempo dolce e sferzante che arroventava gli
animi libertari nei primi anni del decennio; mentre
il mondo attorno a lui vive una splendida stagione
di rivoluzione sotto tutti i punti di vista -
politica, di costume, musicale con l'avvento della
psichedelia e l'allargamento delle coscienze -,
il Nostro si rinchiude sempre più in se
stesso, smentendo quanto di innovativo aveva dato
alla musica fino a pochi anni prima e lavorando
sulle radici del sound americano.
Così "Nashville Skyline" è
composto da dieci canzoni d'amore, e si dipana
su un'atmosfera dai riflessi nettamente country
che si sposano con una serie di melodie accattivanti
ma in fin dei conti assai banali e (quel che veramente
stupisce) ripetitive. Che la verve creativa del
menestrello sia ad un punto morto appare evidente
fin dall'apertura, affidata ad un vecchio cavallo
di battaglia, "Girl from the North Country",
riletto in chiave country e cantato in duetto
con Johnny Cash: il ricordo della versione storica,
marchiata a fuoco da quella voce roca e suadente
non lascia scampo nell'inevitabile confronto.
Il divertito intermezzo strumentale rag nella
seguente "Nashville Skyline Rag" (per
l'appunto) lascia ancora freddi, così come
lascia del tutto indifferenti la scontata melodia
di "To Be Alone with You". In questi
brani è praticamente impossibile riconoscere
il genio che in appena due anni aveva dato alle
stampe tre lavori del calibro di "Bringing
it all Back Home", "Highway
61 Revisited" e "Blonde
on Blonde", rivoluzionari e per nulla
scontati.
Qui bisogna accontentarsi della splendida interpretazione
vocale che un Dylan mai così dolce e seducente
regala a "Lay Lady Lay", unico brano
realmente degno di memoria, pur nel suo a volte
fastidioso populismo (e non a caso la canzone
fu a lungo presente nelle classifiche di gradimento).
Bob Dylan abbandona il decennio che lo ha reso
immortale icona della musica rock nel peggiore
dei modi, licenziando un album senza capo e senza
coda, noioso, bolso, irrimediabilmente invecchiato.
Solo per collezionisti.
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Bob Dylan - la
Kalporzgrafia