Quello che mi sorprende, ogni volta che mi capita
di vedere Nada dal vivo, è accorgermi di come
le signore ingioiellate di una certa età stiano
comode sulle loro sedie, impazienti solo di ascoltare
le vecchie "Ma che freddo fa", "Amore disperato",
"Il cuore è uno zingaro"… Nada di norma
le accontenta, ma solo dopo aver mostrato il suo
volto più duro, quello più lontano
dalla musica leggera che l'ha portata alla ribalta,
tanti anni fa.
L'occasione di stasera è presentare in
un concerto reading il suo primo libro, "Le mie
madri", uscito due mesi fa per la Fazi editore,
e per farlo si fa accompagnare da due musicisti
eccellenti, i consueti compagni di avventura Fausto
Mesolella e Ferruccio Spinetti, rispettivamente
chitarra e contrabbasso degli Avion Travel. Il
concerto è uno specchio fedele del libro:
breve, duro, impietoso, non sempre perfettamente
calibrato, ma vibrante di emotività. E'
un'autobiografia che non ha niente di celebrativo,
anzi: Nada scava nella sua anima, e ne estrae
parole scomode, taglienti, frasi e cose che non
si possono dire, posate sulle pagine con grande
semplicità e onestà.
Nel libro, come nel concerto, non tutto è perfettamente
a fuoco (mi sembra che lo spettacolo sia ancora
da rodare meglio), e a volte si finisce un po'
sopra le righe, come nella ipnotica filastrocca
- preghiera "Rosario"; meglio, molto meglio, quando
i toni si fanno più sommessi, come nella conflittualità
di "Le mie madri" ("e adesso che la vita ti ha
rimpicciolita ti guardo e ancora ti odio, perché
ho ancora bisogno di te") o nel commosso ricordo
di Piero Ciampi: un verso secco, spietato, ribalta
il racconto e chiude la pagina più toccante del
libro ("Oggi mi ha chiamato Gianni e mi ha detto
che Piero è morto") per sfociare nella
bellissima "Come faceva freddo", che lo sfortunato
cantautore scrisse per lei, quando ancora era
poco più che una bambina.
Questa è Nada, oggi. Poco importa che
la serata prosegua accontentando le signore-per-bene
che mormorano a voce bassa contro l'indecenza
dello spacco vertiginoso della sua gonna, o che
conceda due gemme dall'ultimo disco ("Grazie"
e una "L'amore è fortissimo" scanzonata
e deliziosamente in levare): quello che resta
è una confessione di onestà imbarazzante,
è una cascata di parole confuse, è
emotività che non si può trattenere. E'
la vita di una donna bambina.
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