Ed eccolo qui. Sto parlando del cantautore elettro-acustico
post-moderno. Quello che oltre a suonare la chitarra,
usa una voce filtrata un po' shoegaze e monta
un palco di strumenti che vanno dalle drum-machine
alle steel-guitar passando per delicati tappeti
di tastiere analogiche e rarefatte atmosfere minimali
da crepuscolo estivo. Questa figura si ripropone
con cadenza periodica e, sorprendentemente, riesce
ancora a non suonare noioso. Prendiamo questo
Barzin, ad esempio. Non ha nulla di più
e niente di meno di altri autori del genere come,
ad esempio, Finn. Ma non c'è nulla che
non funziona nella sua musica e certi arrangiamenti
trovano sempre un terreno fertile, quando sono
supportati da una buona scrittura. Sulla scia
di una scuola musicale ormai ben definita, "My
Life in Rooms" si propone come ispirato abbecedario
di questo promettente cantautore. Un po' Mark
Linkous, un po' Galaxie 500, un po' Mojave 3.
Slow-core per anime in pena. Folk del nuovo millennio
per adolescenti introversi. Sempre uguale ma sempre
diverso. Un piccolo grande disco che chiede solo
di essere ascoltato.
collegamenti su MusiKàl!
Sparklehorse - It's
a Wonderful Life
Galaxie 500 - On Fire
Mojave 3 - Excuses
For Travellers