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GEDDY LEE
My Favorite Headache (WEA/Atlantic, 2000)
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di Matteo Cavallari scrivi un'email

La storia del rock è piena zeppa di dischi solisti inutili, realizzati da annoiati membri illustri di altrettanto illustri band. Chissà perché, ma in questi dischi manca sempre quella scintilla, quel guizzo creativo che ci ha fatto amare il lavoro di quell'artista all'interno di un gruppo.
Geddy Lee, poliedrico cantante-bassista-tastierista dei Rush, dopo più di vent'anni di onorata carriera, giunge al suo primo lavoro solista, "My Favorite Headache". E qui arrivano le domande più scontate: è come un disco dei Rush? È diverso dai dischi dei Rush? È l'album di preparazione al nuovo lavoro dei Rush? Si sono sciolti i Rush? Chi sono i Rush? A questi quesiti, Geddy Lee risponde con un album la cui prima qualità è senz'altro l'onestà. Lee non vuole strafare, non vuole stupire nel tentativo di affermare: "Sono io i Rush!". "My Favorite Headache" presenta un equilibrio classico tra i vari elementi che lo compongono: tecnica e cuore, durezza e melodia, complessità e immediatezza.
Abbandonati momentaneamente i suoi due fidi compagni, per questo lavoro Lee si avvale della collaborazione di importanti musicisti, anch'essi portati per il polistrumentismo e l'estrema versatilità: Ben Mink (F.M., K.D. Lang) e il batterista dei Pearl Jam e Soundgarden Matt Cameron. Ciò che ne risulta è uno dei più bei dischi rock dell'anno.
Volendo etichettare a tutti i costi questo genere (e soprattutto tenendo ben presente i Rush), potremmo parlare di "rock progressivo", anche se negli ultimi anni questo filone non ha presentato esempi di qualità così elevata come in questo caso.
Geddy Lee, come se ce ne fosse stato bisogno, si riconferma come un raffinatissimo autore. I brani, in pieno stile Rush, hanno un "tiro" ineguagliabile. Canzoni come la title-track, "The Present Tense", "Moving To Bohemia", "Home On The Strange" sono belle cavalcate lungo le quali non c'è spazio per interminabili assolo o boriosi fill di batteria. A differenza di tanti dischi solisti, qui non prevale alcun strumento; il gruppo presenta un'omogeneità di suoni e di groove forse raggiungibile solo da band di pluriennale attività. Il disco contiene anche bellissime ballate come "The Angels' Share" o "Slipping", in cui l'immediatezza e l'orecchiabilità non vengono mai sacrificate alla banalità. Infatti, ciò che più piace del modo di scrivere di Lee sono le sorprendenti progressioni armoniche, mai scontate, sempre spiazzanti ed efficaci, sopra le quali viaggia l'eterna, "giovanissima" voce di Lee, che intreccia melodie veramente difficili da dimenticare. L'unico appunto che si può fare a questo lavoro riguarda i testi, per i quali Lee, forse troppo sbrigativamente, ha adottato l'approccio "tematico" tipico del suo paroliere ufficiale, Neil Peart.
I fans dei Rush non potranno che essere entusiasti di questo disco, così vicino alla musica del power-trio canadese, eppure così nuovo e pieno di futuro.


6 febbraio 2001


Track list:

1. My Favorite Headache
2. The Present Tense
3. Window To The World
4. Working At Perfekt
5. Runaway Train
6. The Angel's Share
7. Moving To Bohemia
8. Home On The Strange
9. Slipping
10. Still
11. Grace To Grace



I commenti
 
Franz il dissidente 7 dicembre 2001
Geddy Lee è il guru del basso.Un disco di straordinaria varietà e complessità unito ad arrangiamenti gustosi con l' inconfondibile tocco di gusto e tecnica del basso di Geddy.Geddy domina incontrastato su tutti i pezzi del disco lasciando agli altri suoi compagni un ruolo di riempimento pur sempre importante,ma si sente la mancanza di un certo Neil Peart dietro i battenti (con tutto il rispetto per Matt).10 e Lode bassisticamente e artisticamente parlando,un capolavoro.(la prestazione di Geddy Lee è strepitosa e devastante lungo tutto l' arco del disco, sarà mica un alieno?).


francis il virginalista 28 novembre 2001
geddy lee :il miglior bassista del mondo, uno dei pochi che unisce
l'espressività alla tecnica immensa,e il suo disco solista è l'ennesimo
strepitoso connubio di gusto e tecnica del "GOD OF BASS " ovvero Geddy Lee
.Il mega riffone della title-track è stratosferico come tutto il disco


maurizio giunco.@tin.it 24 aprile 2001
Conoscendo i RUSH dagli esordi e avendo tutti i loro capolavori in cd, non posso che esclamare:GRANDE GEDDY!!! Ancora una volta mi hai colpito per la tua classe immensa e non vedo l'ora di ascoltare la tua prossima icona assieme ad ALEX e NEIL!!!

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