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MUSE
Concerto al Mazdapalace di Torino (25 marzo 2004)
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di Samantha Colombo scrivi un'email

Sono trascorsi cinque mesi dalle ultime date di Matthew Bellamy (voce, chitarra, piano), Chris Wolstenholme (basso) e Dominic Howard (batteria), ed i Muse riappaiono in Italia. Questa volta, però, l’occasione è unica e l’evento rigorosamente sold out.

È “Hysteria”, ultimo singolo estratto dal già storico “Absolution”, che celebra l’inizio di un concerto in cui sono proprio le note dell’ultimo album a tessere la trama sonora: da un’eterea “Sing for absolution” che, nota dopo nota, si trasforma in una sorta di corale evocazione alle stelle, ad una “Time is running out” coi suoi battiti scanditi dagli stivali di memoria ejzenstejniana proiettati in background. E, indubbiamente, le proiezioni visuali ed una cura estrema per gli effetti luce e l’illuminazione in generale colpiscono: certo, se ci si presta attenzione, qualche volta sono proprio loro a mascherare i frequenti fuori tempo di batteria, marcando con impulsi visivi irresistibili i battiti sonori fuori onda…

Pecche ritmiche a parte, nello spettacolo non possono non scintillare, per quanto ormai lontane nel tempo, opere quali una inquieta “Muscle museum”, o le più recenti “Citizen erased” e “Space dementia”. Queste ultime due con lo splendido contrasto di un Bellamy dapprima alle prese con riff di chitarra distorta (purtroppo non sempre domati alla perfezione), quindi al piano, ed in questa versione decisamente al meglio del proprio vigore espressivo.

Da una immancabile “Plug in baby” ad una “Forced in” che appaga i più raffinati, il concerto si chiude sulla schizoide “Stockholm syndrome”, peraltro con tanto di distruzione piuttosto demodé di strumenti: lavoro evitabile anche per una band nostalgica del Pete Townshend dei tempi d’oro. Vandalismi o meno, la sensazione al ritorno della luce nel Mazdapalace è quella di un concerto scivolato via in fretta, probabilmente troppo per un’unica data, e forse con qualche svista in più rispetto al passato.

Sicuramente i Muse restano un punto fermo, nel loro connubio di essenzialità, ricerca e perfezione e storcere il naso rischia di essere fuori luogo. Ma è proprio per questo motivo che l’orizzonte di attesa di un loro concerto è sempre il più alto possibile, ed in tutto questo durata e distrazioni si fanno sentire non poco. Tuttavia, c’è sempre una prossima volta e la voglia di ascoltarli e sentirli di nuovo alla prova non può che restare.


Scaletta:

Hysteria
Dead star
New born
Sing for absolution
Citizen erased
Space dementia
Ruled by secrecy
Sunburn
Butterflies and hurricanes
The small print
Forced in
Muscle museum
Time is running out
Plug in baby
Bliss

(encore)
Apocalypse please
Blackout
Stockholm syndrome



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7 aprile 2004




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