di Samantha
Colombo

Groove
is in the heart, predica una canzone di non poi molti anni fa.
E se ascolti bene lo puoi sentire, in ogni battito. E' voce
distorta, campione frenetico, basso che palpita. E' scossa che
ti entra dentro, energia che scorre nell'aria. E non bisogna
attendere molto per scoprire tutto questo. Il trio si fa strada
tra i frequentatori di un locale che sa molto di retrò,
prende confidenza con l'armamentario ed in men che non si dica
le luci soffuse si trasformano in lampi colorati. L'atmosfera
si scalda, le prime note fendono l'aria, le prime teste oscillano
al pulsare del ritmo fino a che non è più possibile
stare fermi. Dopo una breve introduzione, "Fresh up"
si presenta come manifesto di una serata all'insegna della house
dal vivo, la house vera, quella che se allunghi la mano puoi
quasi toccare: ti puoi cullare negli archi campionati, ma non
c'è tempo, perché subito una voce meccanica che
arriva da chissà dove, ti ruba alla realtà per
portarti nella dimensione del ritmo puro ed originale, quello
scandito dai battiti del basso. Queste le emozioni che vogliono
comunicare i Motel, progetto nato in quel di Torino dall'unione
di realtà che con musica e sperimentazione sanno bene
dove mettere le mani: il Dj Pisti con le sue puntine a graffiare
innumerevoli vinili, Samuel dei Subsonica
a destreggiarsi tra microfoni e multitraccia e Pierfunk, di
subsonica esperienza anche lui, ad accompagnare il tutto con
il basso. Dalle tracce incise la trama sonora si snoda verso
orizzonti imprevedibili, che si costruiscono e deformano attimo
dopo attimo, tra i solchi di un disco e le vibrazioni delle
casse, senza interruzione, senza un attimo di respiro, fondendosi
e ricomponendosi di canzone in canzone. Attendiamo un album
che consacri questo nucleo ritmico, anche se nulla potrà
mai sostituire il live, la scarica di energia pura che dalle
mani di tre giocolieri del suono mira dritta alle tue orecchie,
per conquistare poi il cuore. E direi che qui il cerchio si
chiude.
15
marzo 2001 |