Il locale era pieno e i biglietti esauriti per
l'ultima data italiana del tour dei Morcheeba.
Il pubblico ha accolto il gruppo con entusiasmo,
anche se Skye pareva aspettarsi un'atmosfera più
calorosa e festante. La band ha iniziato con la
reggaeggiante "Friction", dal secondo album "Big
Calm" (1998), e il gruppo ci dà dentro
da subito con la formazione al completo: Skye
alla voce, un'altra voce femminile di supporto,
Ross Godfrey alla chitarra, un deejay che sostituisce
egregiamente il fratello di Ross che non è
presente, un polistrumentista che suonerà
tromba, violino e mandolino, un tastierista, un
batterista e un bassista. I sette offrono un suono
compatto, senza sbavature, ad eccezione di qualche
momento non del tutto impeccabile del violino.
Le atmosfere sono eteree e glamour, caratterizzate
dalla morbida voce arricchita di riverbero di
Skye, cui fa da contrappunto l'intersecarsi della
chitarra di Godfrey agli c del Dj. I pezzi vengono
proposti in una chiave funkeggiante, grazie soprattutto
al wah wah della telecaster suonata da Ross e
ai suoi assoli, che librano l'ascoltatore in un
iperspazio a tratti onirico, in assenza di gravità,
cullandolo in mari sonori in cui è dolce
naufragare. Per le canzoni
dell'ultimo "Fragments
of Freedom" prevalgono venature soul, evidenti
soprattutto in "Be Yourself" e nella hit "Rome
Wasn't Built in a Day", in cui il modo di cantare
di Skye, nell'esecuzione dal vivo sorretto anche
dalla corista, ricorda assai da vicino Aretha
Franklin. Nella musica dei Morcheeba vengono uniti
trip-hop, pop rock, soul e funky in un impasto
caratteristico, sempre godibile e di facile presa,
che ha convinto anche dal vivo. I brani migliori
sono apparsi quelli più conosciuti, da
"Trigger Hippie", cui si deve forse la prima diffusione
della musica dei Morcheeba in Italia anche al
pubblico meno attento, attraverso la pubblicità
di una lavatrice, a "Let Me See", "Shoulder Holster",
"Blindfold", "The Sea", e una versione di "Over
and Over" più bella di quella incisa in
studio. Dopo aver suonato l'ultimo brano, "Blindfold",
si diffonde la voce di Dean Martin che canta "That's
Amore", mentre la band al completo, insieme a
qualcuno dei membri della loro crew, inizia a
ballare a coppie sulle note della celebre canzone,
presto seguiti da parte del pubblico.
Guru 6 dicembre
2000
Come al solito e' un piacere leggere le recensioni di
Luca, se fossi in voi lo invierei a fare il rappresentante
della Kalporz qui a Londra. Io gli farei, VOLENTIERI,
da guida!!!!
Beh almeno questa volta e' andato a vedere un concerto
che valeva veramente la pena.Insomma mi da l'idea che
fra HowieB ed altri concerti che vede, mi sa che i suoi
gusti non sono un granche'. NON IMPORTA GLI FAREI COMUNQUE
DA GUIDA!!! Vi saluto e mando un bacione a Luca