Infinito
boato del tuo cuore, quando le luci si abbassano
e in una penombra rosseggiante l'intro accompagna
i cinque musicisti sul palco. Frastuono dell'eco
frantumata, le mani pronte a creare quella musica
che riempirà la notte ora sono ai propri
posti. I cinque di Torino vanno in scena vicino
casa, in un concerto organizzato dall'Avis locale,
e, bisogna ammetterlo, di fronte ad un locale non
proprio gremito. Ma se chi ricorda che un vero musicista
ha il compito di suonare per la singola presenza
come per uno stadio sold out è nel giusto,
allora le aspettative non sono state certo tradite.
Così tutta l'energia accumulata nell'attesa
di questa prima data ufficiale dopo l'uscita dell'album
"Bianco Shock"
è incontenibile, esplode nelle chitarre de
"La Spia" per poi fluire durante tutto
il concerto. Arte della fuga, è un'onda
che si lascia trasportare sulle tastiere di "Impressioni
di Settembre" e riprendere nella voce che graffia
di "Interferenze", si placa su "Peter
Pop" e di nuovo continua la sua corsa con "Dentro
il tempo". Musiche che dal vivo si trasformano,
si liberano e rimbalzano sulle pareti quasi a voler
rompere quell'ultima barriera che le separa dalla
piena libertà, pezzi che sembrano rinascere
nell'immediatezza del live, quali "Vibrafoniche",
che si impossessa della carica particolare del brit-pop,
e la splendida "Prati Viola" riarrangiata
con un vago sapore dub. Ma il calore bianco non
pervade solamente le tracce del disco, tra una canzone
e l'altra fanno capolino un paio di new entry tutt'altro
che trascurabili: "Sogno", brano inedito
in perfetto stile Monovox
nel suo equilibrio tra sonorità ingleseggianti
e testi onirici, e "Playground Love",
cover degli Air rarefatta
e sensuale. Protagonista dei bis concessi amabilmente
ai presenti in sala, "Luna cool", secondo
singolo della band in uscita in questi giorni, si
veste in anteprima del proprio radio edit. Poi il
fumo si dissolve, le luci si spengono. Qualche sbavatura,
qualche piccola gaffe, ma a fine concerto ciò
che resta è la sensazione che chi è
su quel palco è ormai pronto a mettersi on
the road sul serio. Ora la strada è
deserta, ora la notte è deserta. Un mondo
bianco shock dentro i nostri occhi, senza più
interferenze.
XEL 17 giugno 2001
Che
recenzione Samantha, hai reso troppo bene
l'atmosfera che si respirava... e che dire
di quegli sguardi carichi di entusiasmo che
sfoggiavano i 5 musicisti nella realizzazione
del loro sogno??? Quegli occhi che brillavano,
quei sorrisi che riempivano di forza. Dai,
che i sogni s'avverano... si avverano... :)