Il ritorno dei Church fa tornare alla mente un
sacco di elementi che hanno fatto del gruppo uno
dei nostri baluardi. Negli anni ’80, gli
australiani proponevano un guitar-pop tanto sixties
quando new wave che si contrapponeva in maniera
quasi ideologica – assieme a gruppi come
Go-Betweens – all’imperante synth-pop
e a tutti quei movimenti modaioli che hanno reso
gli anni ’80 il peggior decennio del secolo
scorso.
Impossibile non amarli, i Church. Ed è
per questo che all’ascolto de “El
Momento Descuidado” si cade nella spirale
anticritica del sentimento e probabilmente sapete
meglio di me che quando si mettono in mezzo i
ricordi e le passioni c’è poco da
fare. In fondo, come resistere ad “Under
The Mily Way” nonostante un nuovo arrangiamento?
Perché questo è quello che è
il nuovo disco dei Church: le loro canzoni storiche
riproposte in chiave acustica. Ed ecco che passano
davanti “The Unguarded Moment”, “Chromium”,
“Sealine”, “A New Season”.
Tutte con un vestito nuovo che sembra calzare
a pennello, facendole vivere di una nuova forza,
una nuova linfa, quasi a volersi presentare al
nuovo secolo per dimostrare di essere ancora i
migliori. E sentendo una “Invisibile”
fragile ed emotiva come non mai viene voglia di
dar loro ragione.
Perché in fondo chi se ne frega se questi
quattro aussie hanno l’età
dei nostri zii. Chi se ne frega se i loro dischi
in studio hanno vent’anni e passa. Chi se
ne frega se “El Momento Descuidado”
non muove la loro vicenda musicale (anche se i
cinque inediti vorrebbero ribadire il contrario).
Già solo il fatto che ci sono state delle
persone in grado di scrivere canzoni del genere
rende i Church una band da adorare indistintamente.
Ma se c’è una cosa che non accetta
puntini sulle “i” è il brivido
dell’emozione. Cosa importa del resto? È
musica. Cos’altro conta quando riesce ancora
a prenderci come se fosse la prima volta?
collegamenti su MusiKàl!
The Go-Betweens - Oceans
Apart
The Go-Betweens - Bright
Yellow Bright Orange
The Go-Betweens - The
Friends Of Rachel Worth