Un fastidioso fischio industriale apre la "danza
moderna" dei Pere Ubu, nome tratto dalla
piéce teatrale di Alfred Jarry - autore
surrealista - "Ubu Roi" e attitudine
musicale che si sposa sia con gli sconvolgimenti
musicali in corso (punk e new wave) sia con la
tradizione dell'avanguardia sonora.
Proprio il fischio già citato al quale
si accompagna il basso nell'attacco di "Non-alignment
Pact" ne è un esempio perfetto, canto
dissonante su un tappeto new wave al quale si
aggiungono rumorismi vari e stranianti. E l'attitudine
esplode nella title-track, che procede tra sbuffi
di vapore, ticchettii sottili, e una base ritmica
avvolgente e paranoica, prima che il ritmo si
spezzi procedendo in un'atmosfera meticcia, nella
quale si sovrappongono un vociare indistinto e
un catartico senso di vuoto, destinato a diventare
nel finale puro rumorismo, con chitarre distorte
a far da contorno.
Questa è la creatura deforme partorita
dalla mente di David Thomas, leader carismatico
della band, alle cui sonorità folli aggiunge
una voce sgraziata, disarmonica, instabile e teatrale.
Cercare di catalogare il lavoro d'esordio dei
Pere Ubu è davvero questione ardua: l'avanguardia
di un brano come "Laughing" è
a pochi passi dal jazz come vicino al rock e al
folk (l'armonica a bocca), e mantiene suo malgrado
una capacità melodica - certo, melodia
della disarmonica, ma sempre melodia - invidiabile.
"Street Waves" è una spettrale
ricerca delle origini del rock, con un tappeto
musicale elettrizzante sul quale si stende la
voce stressata di Thomas, e con uno splendido
ritornello pop che ricorda i lavori che nello
stesso periodo e nello stesso "salotto culturale"
stanno sfornando i Talking Heads. L'assolo di
chitarra centrale è a dir poco strabiliante,
corrosivo e al contempo decadente. "Chinese
Radiation" è il papà di molti
brani che nei decenni a seguire renderanno celebri
i Sonic Youth
di Thurston Moore e Kim Gordon, con un'andatura
catartica pronta ad esplodere nel più selvaggio
dei caos sonori.
Gli altri punti di forza della band sono Tom
Herman, che alla chitarra destrutturalizza l'idea
di riff tipico della tradizione rock (da Chuck
Berry a Keith Richards), mentre Scott Krauss e
Tony Maimone compongono una sezione ritmica complessa
e variegata. "Real World" sembra essere
uscita da un esperimento sull'alienazione e sulla
ricerca dei riverberi cosmici, mentre le dissonanze
compongono una melodia malata e stralunata che
ben si adatta allo spirito straniato di Thomas;
sulla stessa lunghezza d'onda è anche "Over
My Head", capolavoro dell'album, disturbata
e al contempo epica (con quegli stacchi di batteria),
sussurrata in maniera maliziosa ed angosciata,
sovraccarica nella sua semplicità, scarna
nei suoi suoni lugubri e apolidi. L'elegia dell'alienazione.
Un serie di rumori, tra i quali bicchieri infranti,
fa da apripista a "Sentimental Journey"
che chiude, insieme alla sincopata e ironica "Humor
Me", quest'album ostico, miracoloso nella
perfezione del suo bilanciamento sonoro.
Un lavoro che sarà di fondamentale importanza
per band quali Minutemen, Pixies,
Husker Du, Public Image Ltd., in un filo musicale
che legherà al nome Pere Ubu quello di
Mayo Thompson, leader dei Red Crayola (e la line-up
di quest'album parteciperà all'esperienza
Red Krayola, con la K). Un capolavoro indiscusso
della musica, senza dubbio alcuno.
collegamenti su MusiKàl!
Sonic Youth - la Kalporzgrafia
Pixies - la Kalporzgrafia