Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Live in Kalporz

THE WARLOCKS
The Mirror Explodes (Tee Pee / Goodfellas, 2009)
segnala questa recensione 
di Giuseppe Franza scrivi un'email

Matmos - Supreme Balloon

Nel nuovo malinconico e spettrale album “The Mirror Explodes”, edito dall’etichetta cult Tee Pee, i californiani Warlocks fanno autocoscienza, contemplando la loro immagine, il loro senso, in quello specchio significante dell’esecuzione musicale, che poi decidono deliberatamente di far esplodere attraverso una cupa e umorale psichedelia, facendone sgretolare e frantumare il corpo in più punti.

Rimangono qui e lì scaglie di hard rock, stoner e sperimentazione più “tradizionale”, sommerse da ettolitri di sangue denso, marcio e paludoso, vestigia di ciò che fu espresso con impeto e sonico furore nel precedente “Heavy Deavy Skull Lover”, ora drammatizzate nelle distanze abissali e ipnotiche di movimenti e arrangiamenti in-quietamente paesaggistici. Bobby Hecksher si veste da sacerdote pagano di misteri infernali, da profeta del suono distorto e insieme intimo di chitarre in fuzz e delay, cantando con voce sempre più filtrata e depressa (nel senso di cava e afflitta) le sue psicotiche litanie.

In questa nuova gentile ed estenuata estetica della disperazione tutto appare, quindi, più ordinato e amalgamato, rispetto alla multiforme e incandescente materia lisergica di “Heavy Deavy Skull Lover”, più personale e assoluto. Naturalmente tale operazione poetica priva i Warlocks di quella forza, collerica e psicopatica, per la quale in molti, un paio di anni fa appena, gridarono al miracolo, chiamando in causa, trascinati dall’entusiasmo, mostri sacri come Velvet Underground, Black Sabbath e 13th Floor Elevators.

Eppure il disco nuovo ha stile e dimostra volontà di evoluzione, le tracce non sono troppo lunghe e sorprendentemente non sono così noiose come uno si potrebbe immaginare. Le chitarre elettriche e la batteria sono echi sempre più lontani e tempestosi, mediati da effetti tetri e annichilenti, come lente distruzioni in perenne dissolvenza, di cui possiamo ammirare la bellezza e la mostruosità senza subirne l’eccessiva potenza sentimentale e strutturale. Anche sul versante esecutivo è chiaro che i Warlocks continuano, nonostante la deriva sempre più estetica e concettuale, a suonare come una band innamorata del rock’n roll.

Il preludio del disco “Red Camera” è secco e al tempo stesso dilatato, uno stornante abbandono della lucidità che perfettamente anticipa il mood e la cifra estetica delle canzoni a seguire. In “The Midnight Sun” la band suona uno shoegaze estremo, durante il quale i californiani più che guardarsi le scarpe sembrano fissare il fondo più oscuro del tartaro, producendo un suono spento, spazialmente claustrofobico e noise. Il ritmo dell’album pare crescere leggermente nell’ossessiva “Slowly Disappearing” per poi riabbassarsi come un’onda infranta nella seguente “This Is A Formula To Your Despair”. Dalle prime note “Standing Between The Lovers Of Hell” si presenta più tagliente e minacciosa: praticamente il pezzo dell’album più vicino alla precedente produzione del gruppo. In“You Make Me Wait” questo climax ritmico e chitarristico si spezza e si scioglie sotto raggi di crash e ride infuocati e feedback crudeli. “Frequency Meldtdown” paga pegno alla storia della psichedelica più nera dei Greateful Dead in trip negativo e dei Velvet Underground in crisi d’astinenza. Chiude il disco, in perfetto stile ’60, l’infernale ballata di “Static Eyes”, dove se chiudiamo gli occhi possiamo immaginare un Jimmy Page (magari con qualche dito della mano sinistra in meno) che suona una ninna nanna per lo spirito di Crowley.

Bello, drogato e sincero, forse un pochino ripetitivo, ma si sa che sotto l’effetto di certe cose la ripetizione non è un difetto.

collegamenti su MusiKàl!
The Warlocks - Surgery
Velvet Underground - White Light/White Heat
Velvet Underground - Velvet Underground & Nico
Greateful Dead - Live/Dead
Led Zeppelin - la Kalporgrafia



16 giugno 2009


Track list:

1. Red Camera
2. The Midnight Sun
3. Slowly Disappearing
4. There is a Formula to Your Despair
5. Standing Between the Lovers of Hell
6. You Make Me Wait
7. Frequency Meltdownh
8. Static Eyes



I commenti
   
aggiungi il tuo commento!
torna su




»
NOVITA'
le ultime recensioni

Giobia – Hard Stories

The Drums - The Drums
The Pineapple Thief - DSomeone Here Is Missing

Miss Fräulein - The Secret Bond

The Chemical Brothers - Further

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
AA.VV. - Italia Wave 2010 (Livorno)
AA.VV. - Primavera Sound (Barcellona)
LCD Soundsystem + !!! - Piazza Castello (Ferrara)
AA.VV. - Reeson Electric Festival (Roma)
Il Teatro degli Orrori - Bier Garten (Palermo)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook (Kalporz / Kalporz Redazione) | MySpace | Twitter