Il miraggio di un cammello sullo sfondo di palme e piramidi: ecco la copertina
che richiama i pacchetti di sigarette Camel (e per la quale ci furono problemi
legali). Il secondo lavoro del quartetto britannico dopo l’esordio di "Camel":
Peter Bardens alle tastiere, Andy Latimer alle chitarre e al flauto, Doug Ferguson
al basso e Andy Ward alla batteria. Un gruppo generalmente poco considerato,
ma dalla personalità inconfondibile, e il cui contributo al rock progressivo
rappresenta una tappa importante nella storia del genere. Possiamo tranquillamente
parlare, dunque, di un ‘suono Camel’, che si definisce in pieno proprio con
"Mirage". Un suono sereno, in prevalenza luminoso, mai tenebroso,
qualche volta malinconico; una musica che scorre veloce, senza impedimenti,
ma tutt’altro che banale. Basata per lo più sullo strumentale, terso
e di sapore fantastico, fiabesco, dove le parti vocali, quando ci sono, sono
brevi ed eteree, poco impegnative, esornative. Non c’è infatti un vero
cantante di ruolo, e Latimer si occupa il più delle volte anche delle rare sezioni
vocali. "Freefall" è già un biglietto da visita: un
brano grintoso, il cui inizio, quei furboni dei Queen, avranno avuto forse presente
al momento della creazione della colonna sonora del film "Flash Gordon":
confrontare per giudicare. L’abilità strumentale dei Camel è indubitabile,
ed efficace il dialogo fra le tastiere di Bardens e la chitarra di Latimer,
dal timbro personale, talvolta potente, talaltra morbido. Non a caso il capolavoro
del gruppo, "The Snow Goose", sarà pressoché interamente
strumentale. E senza cantato sono, qui in "Mirage", "Supertwister",
delicato pezzo dominato dal flauto, e "Earthrise", compatta cavalcata
strumentale, sognante all’inizio e poi via via più impetuosa, chiusa
dal tema iniziale. Le tematiche ‘fantasy’ sono chiaramente presenti in "Nimrodel",
divisa in due parti: "The Procession" e "The White Rider".
Il titolo costituisce infatti un riferimento a ‘Il Signore degli Anelli’ di
J.R.R. Tolkien, nobile capostipite di tutta la letteratura ‘fantasy’, e fonte
di ispirazione anche per i Caravan di "In the Land of Grey and Pink".
Nimrodel è, nel romanzo, il nome di un fiume e di una fanciulla degli
Elfi. La prima parte, assai più breve, è costituita da una introduzione
che sbocca in una marcia festosa, sorta di preludio alla canzone vera e propria,
costruita su toni, sia vocali che strumentali, evocativi di atmosfere magiche
e arcane. A ciò contribuisce, all’inizio di "The White Rider",
anche il flauto di Latimer. Chiude l’opera "Lady Fantasy", il cui
titolo è già di per se una conferma delle tendenze musicali del
gruppo; il brano più lungo, diviso anch’esso in due parti, ma senza soluzione
di continuità. E’ per lo più considerata la composizione migliore
di "Mirage", e forse lo è davvero: ma sicuramente non è
una suite, come talvolta capita di leggere. Dopo l’inizio chitarristico potentemente
rock ritroviamo le consuete atmosfere più morbide e suadenti, dove Bardens
e Latimer si esibiscono in grandi virtuosismi. Ma ottima è l’amalgama
di tutti gli strumenti, che dà luogo alla vigorosa coda di "Lady
Fantasy". Però, un po’ a sorpresa, il finale riprende il delicato
tema iniziale. Non stupisce che questo pezzo fosse uno dei cavalli di battaglia
nelle esibizioni dal vivo.
Se dunque "Mirage" non si può definire un
capolavoro, anche per la carenza nel cantato, la sua musica ben costruita, scorrevole
e dalle melodie fiabesche e piacevoli, forse poco ‘impegnata’ e impegnativa,
ma assai coerente, lo rende consigliabile, e di ascolto pienamente gratificante.
Una tessera importante di un ideale ‘mosaico progressivo’.
11
gennaio 2001
Track
list:
- Freefall
- Supertwister
- Nimrodel: The Procession / The White Rider
- Earthrise
- Lady Fantasy: Encounter / Smiles for you Lady Fantasy
I
commenti
tonysuper 21 maggio 2002
Io trovo la voce di latimer semplicemente
stupoenda.. calda
sensuale.. anzi sono le parti strumentali
ceh le considero non all'altezza
dei grandi del progressive
Vegeta 26 aprile 2002
Lady fantasy chiude magistralmente questo
stupendo prodotto dei
Camel,unici nella semplicità,nella
serenità,nel sogno.Infondono come
pochi,l'anima del progressive anni 70 con
quell'ambient dissolvente,darei un
dieci pieno pieno!!!!
Fabio 8 marzo 2002
Leggendo
la recensione direi che l'autore si contraddice:
il capolavoro (The snow goose) è strumentale
e "Mirage" è invece carente
nel cantato!!
Un consiglio a tutti i "giovani":
ascoltate i Camel e tutto il Canterbury rock,
capirete cosa è la musica rock!
arduini cristiano 7 marzo 2002
suppongo
che un'opera musicale dallo spessore immenso
e un pò stravagante qual'è stato
ed è Mirage,coinvolga ogni abisso della
mente e del corpo.la struttura sinfonico-musicale
di questo magnifico gruppo rock progressivo
e completa e assoluta.
MAX 9 luglio 2001 UN
GRANDE ALBUM!CHI VUOLE CONOSCERE I CAMEL DOVREBBE
ASCOLTARE QUESTO ALBUM! LATIMER TROVA MACINA
STUPENDI RIFF DI CHITARRA!
carl palmer&Jon Lord 4 luglio 2001
Signor Olmi,non sono assolutamente d'accordo
sul suo giudizio di questo disco:il cantato
non penso sia essenziale in un opera musicale.Schopenauer
sosteneva la superiorità della musica
strumentale,in quantonon contaminata dal concetto.
Non capisco quindi come faccia ad affermare
che la carenza di cantato possa compromettere
la qualità di una composizione.