E' un EP a segnare il ritorno discografico di
Garbo, a gettare ancora un po' di luce su "Blu",
uscito lo scorso anno; ed è proprio da
questo disco che è tratto il suo ultimo
singolo, "Migliaia di rose", una fluida
e battente melodia wave su un testo-sciarada;
il piatto forte dell'EP, però, sta nei
cinque brani che Garbo ha registrato live con
i Sirenetta H nel corso dell'ultimo tour: un efficace
compendio dei brani storici, dei singoli che lo
resero noto (anche se dubito che di notorietà
vera e propria si possa parlare per un artista
considerato sempre troppo poco dai più)
all'inizio degli anni '80.
Una sorta di mini-album live, dunque, o di un
piccolo e parziale greatest hits: è piacevole
riscoprire certe sonorità tra pop e new
wave, sempre caratterizzate da un uso misurato
delle sonorità elettroniche e da uno sguardo
costantemente rivolto al di là dei confini
nazionali, che riporta alla mente nomi ingombranti
con il Bowie berlinese, David Sylvian o gli Ultravox!.
Certo è che molte band italiane, Bluvertigo
in testa, devono molto alla musica del cantante
lombardo (un omaggio, più di una collaborazione,
forse, la partecipazione a "Migliaia di rose"
da parte di Luca Urbani dei Soerba); per chi,
invece, non ha mai avuto modo di ascoltare canzoni
come la storica "A Berlino
va bene",
la dolce "Quanti anni hai?" (in origine
cantata con Antonella Ruggiero), l'impetuosa "Radioclima"
(che all'epoca vinse il premio della critica al
festival di Sanremo), "Il fiume" e "Vorrei
regnare", questo EP rappresenta un ottimo
riassunto di ciò che Garbo è stato:
un autore di canzoni che, a distanza di vent'anni,
ancora non sono invecchiate, pur rivelando senza
ombra di dubbio il periodo in cui sono state composte;
per chi, invece, non sopporta questo tipo di sonorità,
il consiglio è di starne alla larga senza
rimpianti
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