C'è
un suono strano che serpeggia tra i locali notturni
dei Murazzi, che graffia ed accarezza, che si muove
sospettoso per l'Italia coinvolgendo senza scampo
chi lo incontra. Viaggia fino ad un palcoscenico,
quello di Sanremo, festival della canzone, delle
polemiche e della diretta televisiva.
Ed è proprio questa che lancia il suono in
questione nelle case di milioni di italiani. Loro
sono i Subsonica e questo è "Microchip Emozionale",
seconda opera dei torinesi Samuel (voce), C-Max
(chitarra e programmazione), Boosta (tastiere, campioni
e programmazione), Pierfunk (basso, sostituito poi
da Bass Vicio) e Ninja (batteria).
E' la minitraccia "Buncia" ad aprire la strada per
la prima canzone,
"Sonde", traduzione in musica della rarefatta sensazione
che si prova quando ci si perde tra i palazzi di
una grande metropoli, quando si vede la propria
immagini riflessa negli obiettivi di migliaia di
telecamere: è l'ombra del Grande Fratello
proiettata su ognuno di noi. Ed inizia il viaggio.
Il ritmo si riscalda decisamente con le due tracce
successive, e
l'universo Subsonica irrompe. Un secco no al vittimismo
e all'accettazione passiva dei soprusi, alle scuse,
agli inganni. "Colpo di pistola" è diretta
e sincera, una decisa presa di posizione, quella
di chi è stanco di subire.
Meno esplicita, "Aurora sogna" si snoda elegante
nelle distorsioni e riff di tastiera. Enigmatica
e tecnologica, i suoi suoni metallici racchiudono
un'anima profonda, un sogno di miglioramento. Ma
anche un isolamento profondo, un rapporto difficile
con una società dove a dettare legge è
una "isterica morale".
Tuttavia, l'universo Subsonica non è solo
voglia di gridare. "Lasciati"
ne è un esempio: nostalgica e per nulla melensa
ballata, costruita su parole d'addio accompagnate
da una malinconica chitarra e da archi campionati,
è un passato che non si può cambiare,
un futuro già ben troppo chiaro. Ne "Il cielo
su Torino" la dolcezza delle parole è cullata
da un docile groove, e gioca con il contrasto tra
voce filtrata e non.
Il funky della chitarra di Max Casacci dona altri
colori a questo mondo
ed apre "Strade", pezzo posato, dalla struttura
testuale ben equilibrata, che sorprende nella parte
finale aprendosi su di una buona prova vocale di
Samuel e chiudendosi in un'atmosfera surreale creata
alle tastiere.
Ed in questa rielaborazione made in Italy di sound
provenienti dall'estero, un pensiero va al pregio
della lingua inglese: la ritmica.
Eppure anche i nomi di psicofarmaci, ripetuti in
rapida successione e con una certa intonazione,
non suonano poi male. E' questo il caso di "Depre",
che su di una base degna della migliore disco di
fine anni Settanta propone un nuovo modo di… scrivere
ritmo. Così come "Perfezione" concepisce
un modo tutto nuovo di esprimere il sentimento,
tra campionamenti acidi, voce distorta e voglia
di urlare. All'alba del Terzo Millennio, la rima
"cuore/amore/fiore" è roba vecchia: ora "ormoni
cromosomi reazioni cellulari, mi parlano di te".
L'album propone inoltre tre collaborazioni e "Liberi
tutti", ospite Daniele Silvestri, è la prima
a presentarsi. Il sound graffia, il ritmo incalza
come in un vortice e già ci si sente cantare
a squarciagola il ritornello di fronte al palco.
Un brano che si spiega tutto da solo, a cominciare
dal titolo, e che raggiunge la sua espressione in
"da tutti quelli che inquinano il mio canto, io
mi libererò perché ora sono stanco".
Riff di tastiera che sa molto d'oltremanica, basso
e batteria che non si
riesce a stare fermi: è l'intro di "Disco
labirinto", seconda collaborazione del disco, nella
quale le voci di Samuel e di Morgan dei Bluvertigo
si alternano e si sposano nel creare il sogno di
un'avveniristica discoteca "bianca, senza luci colorate,
grande un centinaio di kilometri dalla quale non
si possa uscire". Terza collaborazione dell'album
è quella con il dj Claudio Coccoluto, e quale
miglior titolo se non "Il mio d.j."? Il brano ha
il sapore dell'underground, l'energia dei club dove
la musica pulsa a tutto volume, la frenesia di un
dj che traffica coi propri vinili. Insomma, "dentro
quei solchi c'è l'anima".
Il remix del brano, opera dello stesso dj, è
la ghost track dell'album.
Violino un po' spettrale ed una voce filtrata. Pochi
secondi, ed il
ritmo incalza. Arrivano chitarra, tastiera, basso,
batteria. La voce di
Samuel inizia a cantare "Tutti i miei sbagli", successo
che ha valso alla band l'undicesimo posto al festival
di Sanremo, nonché brano apripista dell'intera
stagione. E se sanremese è l'arrangiamento
orchestrale, curato dal maestro Fabio Gurian, l'essenza
del gruppo non cambia nei momenti di aggressività
alternati a dolcezza, nella sincerità e nell'equilibrio
del testo. Inoltre, "Albe meccaniche" è il
brano inedito dell'edizione post-sanremese del cd.
Sembra nascere dalle nebbie di una città
appena sveglia, nel freddo invernale, tra echi e
sussurri. Poi l'esplosione. "Nell'amara litania
delle solite cose ci si può morire sai".
"Microchip Emozionale" è un album dagli effetti
collaterali, quali
possono essere la dipendenza e l'incessante voglia
di saltellare ad ogni ritornello. E' un album nel
quale la ricerca d'innovazione e la modernità
che si respira ogni giorno non soffocano le sensazioni
e gli stati d'animo alla portata dell'esperienza
quotidiana. E' un piccolo microchip, ma quanto contiene
è incredibilmente grande.
(9
settembre 2000)
Track
list:
-
Buncia
- Sonde
- Colpo di pistola
- Aurora sogna
- Lasciati
- Tutti i miei sbagli (*)
- Liberi tutti
- Strade
- Disco labirinto
- Il mio d.j.
- Il cielo su Torino
- Albe meccaniche (*)
- Depre
- Perfezione
(*) tracce presenti solo nella seconda edizione del disco
(Mescal, 2000)
I
commenti
streben 29 gennaio 2002
Capolavoro
dei Subsonica!Suoni e testi che vengono direttamente
dalla grande metropoli moderna e dal disagio
dell'alienazione che in essa c'è!Stupendo!Aurora
sogna:l'apogeo!
lauren laura55@deejaymail.it
17 gennaio 2002
IO
SONO TROPPO PRESA DALLA LORO MUSICA...è
UNA COSA KE SOLO AVENDO UN'ANIMA ELETTRONICA
SI PUO' CAPIRE!E POI CON LA VOCE DI SAM....EEEEEHHH!
valery 28 agosto 2001
semplicemente..........straordinario!!!!!!!!!!!!!!
unico difetto/nn difetto:la voce d sam e il
resto d boosta, max, ninjia e vicio hanno
cresto in me la discodipendenza
GRANDIIIIIIIIIIIIIIIIIII
CONTINUATE COSI
sono fiera d essere italiana
Depre^ 9 luglio 2001 Grandi
grandi grandi!!!!!
Anzi enormi!!!!
lauren 19 giugno 2001 Con
la loro musica e la voce di max....GODO!!!!
Subsonica siete stupendamente bravi nel fare
musica!!!!!!
Clarice estermoidil@jumpy.it
30 maggio 2001 Credo
che i Subsonica siano una delle poche band
che ancora
non mi
facciano vergognare di essere italiana...
elenuccia 25 maggio 2001
Non
mi sembra proprio che i brani siano molto
simili tra loro.Anzi, c'è una varietà
impressionante che dimostra la continua ricerca
da parte dei subs di ritmi e melodie sempre
nuovi. Questo album lo considero a livello
di grandi album internazionali (a parte il
mio dj...!). Ascoltato a tutto volume ti porta
in un altro mondo, folle e bellissimo! Grandissimi!!!
danycry 13 maggio 2001
potapotaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Nemesi 13 maggio 2001
in
tutti i miei sbagli,questo e' il peggiore
paolo soniko spr.paolo@tin.it
30 marzo 2001
è
veramente uno di quegli album che ti lascia
a bocca aperta per l'armonia con cui sono
stati accostati i suoni! fantastico! peccato
che non tutti riescono a capire il vero genere
di musica!grandi SubsOnicA!!!
marasma 29 marzo 2001
Con
la loro musica elettronica..ricca di un nuovo
SOUND riuscerebbero a ipnotizzare chiunqua..Senza
Parole..
elisa 13 marzo 2001
In
assoluto la mia band preferita,e poi la voce
di sam è troppo coinvolgente....
mavrel dirfedi@libero.it
4 marzo 2001
io
direi assolutamente xfetto!!Ciò ke c'è d meglio
sul merkato italiano ke riesce a trattare
d argomenti nuovi in modo innotivo e kn suoni
sperimentali d un inkredibile fascino!
stella 11 febbraio 2001
davvero
un lavoro coi fiocchi, stupisce la miscela
di energia e musicalità. Forse troppo
simili fra di loro alcuni pezzi. Insopportabile
il mio deejay,ma compensano di sicuro gli
altri 13 brani
delgaucho 20 gennaio 2001
secondo
lavoro della band italiana, che meglio si
avvicina al gusto comune, compresa la mia
ragazza, non allontanandosi però dalla musica
di qualità. fa vernire voglia di ballare o
di suonarci dentro.
iakiakol@libero.it
3 ottobre 2000
un
grandissimo prodotto per una band che non
sembra essere italiana, per quanto dimostra
di odiare le canzonette