L’album
esce dopo un periodo di lavorazione lunghissimo, spezzato da
mille progetti e remix di pezzi altrui. L’attesa si intreccia
alla sensazione che i Massive siano stati fiaccati dal successo
e dai loro impegni dispersivi: ma Mezzanine è un album
intenso e curatissimo, che ripaga dei quattro anni di silenzio
discografico. La novità apparente è che la musica
è molto più suonata rispetto agli album precedenti: chitarre
e batterie rubano spesso il posto che era stato dei turntables
e dei campionamenti. A ben vedere, perà, i ragazzi di
Bristol non fanno altro che seguire il loro percorso di esplorazione
sonora, incuranti delle etichette che si sono trovati appiccicati
(trip hop? dub? boh), non sentendosi per niente costretti a
fare musica solo con i campionamenti o, al contrario, solo con
basso e chitarre. Quello che piuttosto accomuna i suoni di Mezzanine
è la ricerca di vibrazioni cupe e avvolgenti, che costruiscono
atmosfere inquietanti e misteriose, a volte condite di melodie
orientaleggianti ("Inertia Creeps", "Group Four"):
chitarre e piatti da dj non sono altro che strumenti per mescolare
i suoni e tirarne fuori variazioni imprevedibili. Ai suoni cupi
si affiancano testi altrettanto scuri: tutto il disco è
giocato sul filo dell’ansia, della paura, ed è dichiaratamente
ispirato al paranoico Taxi Driver di Martin Scorsese, regista
venerato dai Massive. Nuova compagna di viaggio è Liz
Fraser dei Cocteau Twins, voce raffinatamente “dark” in piena
sintonia con la sofisticata inquietudine dell’album ("Teardrop",
"Black Milk"); ma c’è sempre il vecchio amico
Horace Andy, in forma smagliante ("Angel", "Man
Next Door"). Mezzanine è un album splendidamente
“notturno”, che conferma i Massive Attack come tetri stregoni
sonori degli anni ’90.
12
ottobre 2000
Track
list:
1.
Angel
2. Risingson
3. Teardrop
4.- Inertia Creeps
5. Exchange
6. Dissolved Girl
7. Man Next Door
8. Black Milk
9. Mezzanine
10. Group Four
11. (Exchange)
I
commenti
MERCURIO
18 maggio 2002
Notevolissimo.
Efficace quando sonda i territori oscuri (come
in
Angel, Inertia Creeps, Black Milk, Man Next
Door) e geniale quando si
concede momenti dal sound più disteso
(svetta su tutti l'ipnotica Teardrop).
Probabilmente il miglior disco dei Massive,
alfieri del trip hop britannico
anni '90 assieme ai conterranei Portishead
(quelli di "Dummy").
mat82 28 marzo 2002
...forse
non sarà un comento originale ma questo
album è una perla nel suo genere..
dj alèn 25 marzo 2002
un
album da un sound molto ricercato in cui le
percussioni la fanno da padrona. Canzoni che
a poco a poco ti invitano ad unirti ad una
dimesione diversa dalla nostra, un mondo avvolto
nel mistero che non tutti riescono a raggiungere...
e quei pochi che ce la fanno sono davvero
fortunati!
marco zanza 21 settembre 2001
spettacolare...un
brano + bello dell'altro... un'altra
dimensione...percepibile da pochi.ke flash!
marameo67 17 settembre 2001
illusioni
percettive, amebe di pensieri, terminazioni
nervose di un ignoto già vissuto
pier 11 maggio 2001
è
come farsi un viaggio negli incubi di uno
psicopatico!!! fantastico
wildms 17 aprile 2001
Aldilà
dei canoni e degli stereotipi, Mezzanine arriva
come una fresca ondata baciata dal maestrale.
Aldilà delle facili catalogazioni (trip-hop,
dub, o cos'altro?)raggiunge direttamente i
centri nervosi e ti lascia a terra.........
...........e ne vuoi ancora..........sublime!
ipoberto 8 aprile 2001
un
viaggio nella follia di tutti i giorni.imperdibile
D. 9 marzo 2001
è
ciò ho voglia di ascoltare ora è
entrato nella mia vita per caso ma è
legato a forti emozioni
vyrgoviola 19 febbraio 2001
spettacolare!..da
viaggio fuori del corpo.