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AFTERHOURS + MERCURY REV
Concerto al Palacisalfa di Roma (15 aprile 2002)
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di Raffaele Meale scrivi un'email

Alla fine, dopo tre ore di concerto, la cosa migliore rimarrà la scelta dei brani d'accompagnamento durante l'allestimento del palco, con gli Husker Du e soprattutto la meravigliosa "Teen Age Riot" dei Sonic Youth.

Poi, per primi, salgono sul palco i Mercury Rev. I sei uomini di Buffalo sfornano una dopo l'altra le canzoni, tutte o quasi a partire da "Deserter's Song" l'album che li lanciò nel 1998 come autori di musica pop con incredibili aperture orchestrali dettate da strumenti come il mellotron, gli archi e i fiati, tutti condensati dal synth e dalle tastiere. Musica dolce e piena di melassa, quella che viene proposta, anche troppo. Manca l'energia dei primi album, manca il rumorismo, manca anche in fondo la magniloquenza degli ultimi anni. Non che i ragazzi suonino male, ci mancherebbe altro, e sicuramente il loro è un suono piacevole e ricercato, ma alla lunga rischiano veramente di stancare, portando all'estremo la dolcezza.

Rimane solo l'acuto finale, ricordo degli esordi, ricordo di una propensione musicale che ormai sembra decisamente estranea al DNA della band. Il pubblico comunque in buona parte gradisce, gli accendini si accendono ad ogni singhiozzo del cantante, gli amanti si baciano ad ogni luce rosa che spara da dietro il palco (splendida comunque la scenografia). Escono, la sensazione è di soddisfazione non totale, manca qualcosa, manca il rumore, l'energia, che comunque un concerto deve in qualche modo sprigionare.

Ma devono ancora salire sul palco gli Afterhours, ce ne sarà di tempo per saltare e sfiatarsi, è stato giusto dividere così il concerto: prima la parte dolce e poi la carica. E invece...Manuel Agnelli e soci salgono sul palco, il parterre diventa una bolgia, tutti strillano come pazzi, un gruppetto di liceali - bambini - vicino a me canta a squarciagola sperando di anticipare la scaletta. Che invece lascia tutti di stucco: gli Afterhours non fanno altro che un tour promozionale. Dell'ultimo, ottimo, "Quello che non c'è", viene escluso solo "Non sono immaginario" (viene addirittura eseguito un brano presente sul singolo, "Televisione"), pochissimi sono i brani estratti dagli album passati. E Agnelli neanche si ricorda i testi delle canzoni vecchie! "Dentro Marylin" è eseguita con una tale mancanza di voglia da perdere ogni bellezza, "Pelle" sembra fatta perché deve essere fatta, solo "1.9.9.6." e la conclusiva "Voglio una pelle splendida" si salvano dal massacro.

Un concerto troppo incastrato sulle tinte leggere, le canzoni più energiche ("Male di miele" e "La verità che ricordavo") vengono liquidate in pochissimo tempo, "Germi" viene quasi completamente dimenticato e lo stesso è per quel capolavoro di "Hai paura del buio?". Ma la cosa più deludente è proprio la scaletta: brani buttati così, a caso, senza un nesso logico, senza un ché di poetico. La meravigliosa "Ritorno a casa", letta da Manuel Agnelli, si perde nel nulla perché il mixer non dosa bene la voce. Un concerto scadente, mediocre, il più brutto concerto degli Afterhours che abbia mai visto (e ne ho visti!). Un peccato, perché le canzoni nuove dal vivo reggono bene (soprattutto "Bye Bye Bombay" e "Bungee Jumping") e perché comunque gli Afterhours, se solo si fossero dedicati un po' di più alla causa, avrebbero sfornato un concerto capolavoro, come fu quello del novembre '99 sempre al Palacisalfa. Peccato.


Recensioni collegate:
Mercury Rev - All Is Dream
Mercury Rev - Deserter's Songs
Afterhours - recensioni e discografia



17 aprile 2002




I commenti
 
piper
72 sabato 4 maggio
Io,invece, ero al concerto degli Afterhours al Fuori Orario ed è
stato il più bello che abbia mai visto. Manuel era in forma strepitosa,
sembrava indemoniato anche se i toni sono più quelli dei primi due cd.
Dentro Marylin è stata cantata "alla Dylan", cioè incantabile per il
pubblico, spiazzato dagli anticipi e dai ritardi di attacco delle strofe.
Una cosa va loro riconosciuta: non sono un gruppo finto e plastificato e la
loro musica segue l'umore delle persone. Purtroppo, a volte, anche in senso
negativo


scrik18 18 aprile 2002

ma io dico.....come si puo criticare un concerto cosi da paura...i
mercury fantastici..ottima musica ottima oresenza sul palco...il pubblico
travolto dall\'energia cosi come nel momento in cui entrano i mitici
afterhours...hanno eseguito i brani piu belli e travolgenti...no comment
concerto fantastico!!!

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