Unici superstiti artistici di un agonizzante
Sanremo e freschi di colonna sonora del film “La
febbre”, tornano alla prova della lunga
distanza i salentini Negramaro, che fanno seguire
all’esordio omonimo e alla sua versione
definitiva “000577” questo
“Mentre tutto scorre”. Disco che prende
titolo dal brano con cui i nostri hanno cercato
di far parlare di sé sul palco dell’Ariston
e che rivela tutta la sua efficacia in un pop-rock
di matrice anglosassone (i richiami più
evidenti: Radiohead
e Muse) che non disdegna dettami maggiormente
italici – come in "I miei robot"
– e rivela una buona capacità di
scrittura e padronanza della materia.
L’ottima produzione artistica, a cura di
Corrado Rustici, mette in risalto il sound potente
ed elettrico della band, distanziandosi così
dai soliti lavori rock italiani, dove le chitarre
spesso sono affogate dal lavoro di studio e da
tastiere iper-arrangiate (ad esempio, Le Vibrazioni).
Qui le distorsioni sono sottolineate e risaltano
la voce di Giuliano Sangiorgi, forse un po’
didascalica nel rifarsi a ben definiti modelli
d’oltremanica, ma sicuramente efficace nei
contrappunti più malinconici di "Ogni
mio istante" e "Sui tuoi nei".
Con questo lavoro, la Sugar dimostra la sua capacità
di lavorare nel mainstream italiano, producendo
un disco di livello superiore – se riferito
ad un ambiente in cui il meglio cui si può
ambire sono i Mistonocivo e i Linea 77 –
e che merita tutto il successo che sta riscuotendo.
Non fosse altro che si tratta della conferma di
una band che, senza dire esattamente niente di
stupefacente, riesce a dirlo meglio degli altri,
riuscendo a farsi ascoltare. Sicuramente un disco
facile, ma nel mondo musicale “alla luce
del sole” è il meglio che si ha in
questo momento.
collegamenti su MusiKàl!
Radiohead - la Kalporzgrafia
Muse - Hullabaloo
Muse - Origin
Of Symmetry